domenica 15 febbraio 2026

Corso di politica internazionale: 13 La Cina investe in Africa


 https://youtu.be/NtYn3c5DWMk  

cari amici che come me vi interessate di economia a livello internazionale e state cercando di conoscere meglio quella che è l'espansione della Cina nel mondo Un saluto da Nat Russo oggi vorrei parlarvi dei fortissimi investimenti che sia il governo cinese sia alcune grosse società cinesi stanno compiendo nei confronti dell'Africa particolare il governo cinese ha finanziato e costruito molti grandi progetti infrastrutturali per esempio la ferrovia tazzara cioè la Tanzania Zambia railway Authority una ferrovia di

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1860 km di lunghezza che collega la città di dar S Salam in Tanzania alla città di kirin poosh in Zambia la ferrovia fu costruita dalla Cina già dagli anni 70 e rappresentò uno dei più grandi progetti di Cooperazione sino africana del tempo passiamo al Kenya e passiamo al porto di Mombasa la Cina ha finanziato la costruzione di una nuova banchina attrezzata per container del porto di Mombasa in Kenya Mombasa è il più grande porto dell'Africa Orientale insieme ad esso ha anche finanziato la costruzione di una ferrovia SCART ridotto che collega il

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porto di monbasa alla città di Nairobi che è la capitale del Kenya la Cina ha finanziato la costruzione della centrale idroelettrica di cariba che si trova sul confine tra lo Zambia e lo Zimbabwe la centrale produce circa il 50% della energia elettrica dello Zambia e il 50% 57% dell'energia elettrica dello Zimbabwe la Cina ha finanziato la costruzione di una grande strada a quattro corsie tra Nairobi e monbasa in Kenya riducendo notevolmente il tempo di viaggio tra le due città quindi rendendo di fatto il Kenya molto

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più vicino le le le aree del Kenya molto più vicine tra di loro ha finanziato anche il ponte tra la Tanzania e lo Zambia un gigantesco ponte che attraversa il fiume zambe il ponte collega Tanzania e Zambia e riduce notevolmente il tempo di viaggio tra le due nazioni la Cina è particolarmente Attiva nel settore dell'estrazione mineraria in Africa in particolare nell'estrazione di metalli preziosi come oro e platico ricordiamo per esempio l'estrazione di oro di Buli nulu in Tanzania dove il 70% delle azione della miniera Sono ormai

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diventate cinesi Questa è la terza più grande miniera d'oro in Tanzania nello Zimbabwe a endale ha firmato un accordo per investimenti oltre 4 miliardi di dollari nella miniera di platino La Miniera ha una riserva stimata di circa 8,2 milioni di on di platino anche qui ci troviamo di fronte a minere grandissime e importantissime in Congo estrazione d'oro di kibali quota del 45% in Congo una miniera che produce circa 600.

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000 on d'oro all'anno Analogamente nel gana nella città di tarvis ha finanziato la costruzione di una nuova centrale elettrica vicina alla miniera d'oro rendendola quindi estremamente più produttiva fortissimi poi sono gli investimenti in Africa e in agricoltura in particolare attraverso l'acquisizione di grandissimi quantitativi di terre la creazione di partnership con aziende agricole locali per coltivare alimenti che poi sono esportati in Cina per esempio a nakala in Mozambico La China Africa Cotton ha firmato un accordo con il governo mozambicano per acquistare

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100.000 arari di terra per la coltivazione di cotone soia mais e altri prodotti agricoli naturalmente anche costruzione di infrastrutture come strade e ponti per sopportare la produzione agricola ed esportazione un altro grande impegno è stato effettuato nella regione dell'imp poopo in Sudafrica dove la compagnia cinese Beda Wang ha acquisito 10.

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000 Ari di terra per la coltivazione di mais e soia il progetto prevede come sempre anche impianti di lavorazione per la produzione di olio vegetale e di infrastrutture un altro progetto di agricoltura su larga scala avviene in Zambia a capir inosi qui la zong International ha acquisito 3000 Ari di terra per la coltivazione di mais e soia il progetto prevede anche la costruzione di una Fab di lavorazione per produzione di olio vegetale Ma la Cina ha investito anche nel settore industriale per la creazione manifatturiera di beni da

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esportazione ad esempio ha realizzato il grande parco industriale di estern Industrial zone in Etiopia questo parco ospita 60 aziende manifatturiere cinesi che producono prodotti tessili abbigliamento scarpe e accessori per l'esportazione in Cina in Nigeria ha creato il parco industriale di Lagos che ospita 40 aziende manifatturiere che producono prodotti tessili calzature borse e altri prodotti sempre per l'esportazione in Cina nello Zambia invece ha investito nel parco industriale di Lusaka Special economic

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zone Qui si tratta di un parco industriale che ospita tutte aziende manifatturiere cinesi che producono anche qui prodotti tessili abbigliamento scarpe e accessori sempre per l'aspettazione diretta in Cina e poi ancora una fabbrica di smartphone di transan holding In Etiopia cioè transon holding è il maggiore produttore di smartphone in Africa e con il fatto di avere potenziato una fabbrica di Smart è diventato di fatto il maggiore produttore di telefoni per il mercato africano ma Incomincia ad avere un surplus per l'esportazione diretta in

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Cina l'Africa ha investito anche in tecnologie nei settori avanzati per esempio nella energia solare la Cina ha investito in quello che è considerato il più grande progetto mondiale di centrale solare a concentrazione del mondo quella di nour di urz urz zate in Marocco Cina ha finanziato anche le tecnologie per progetti di energia solare in altri paesi africani come Uganda Kenya Togo e Nigeria per quello che riguarda il fintech cioè la tecnologia collegata alla Finanza la società kenyota pesa ha avuto un forte

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supporto per la costruzione di piattaforme di pagamenti mobile che consente agli utenti di effettuare tradizioni finanziarie in modo sicuro e conveniente anche in Nigeria ed in altre parti dell'Africa è estensibile Ormai questo progetto di pagamento online anche investimenti in progetti di intelligenza artificiale fornendo sviluppi di sistemi di riconoscimento vocale ed immagini questo per i vari governi delle africani per la sicurezza pubblica come che giudizi dare di questi investimenti come giudicarli alcuni

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osservatori li considerano un'aggressione vera e propria una nuova forma di neocolonialismo Aggressivo e pervasivo Altri invece ritengono che i progetti cinesi hanno causato controversie sulle condizioni di lavoro la protezione dell'ambiente e l'impatto sulle economie locali ma queste sono problematiche che la Cina difficilmente affronta in maniera Come posso dire costruttiva nel desiderio di risolvere questi problemi anzi direi che proprio le condizioni di lavoro veramente molto molto scadente il mancato come dire mancata attenzione nei

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confronti della Protezione ambientale sono due caratteristiche che fanno sì che gli investimenti cinesi e l'economia cinese goda di un vantaggio improprio ma notevole rispetto ad altre tecnologie e agli investimenti di altre nazioni più attente all'ambiente e alle condizioni del lavoro anche per l'Africa È tutto ancora a risentirci per la Cina nelle prossime puntate Un saluto da Nat Russo


sabato 14 febbraio 2026

Corso di politica internazionale: 12 Il futuro della globalizzazione


 https://youtu.be/7J-5lMLkoLY 

parrebbe proprio di no Almeno secondo Samuel Huntington La globalizzazione culturale evolverà in futuro in uno scontro di civiltà egli indica nel mondo attuale nove civiltà distinte che non sono tra loro Ale una civiltà Cristiano orientale di tipo ortodosso una civiltà latinoamericana distinta da quella occidentale una civiltà islamica una civiltà Indù una civiltà cinese una civiltà giapponese una civiltà buddista ed una civiltà africana più il mondo diventa piccolo ed

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interconnesso più le interazioni tra le persone rinvigoriscono non le parti comuni Ma le differenze la comunità culturale globale diventa fonte di conflitto l'integrazione del migrante diventa un boomerang con le seconde e le terze generazioni anche Benjamin Barber nel suo libro Jad versus mcw un termine creato dalla fusione di mondo e dal iniziali di McDonald discute riguardo ad una diversa divisione culturale del mondo come fonte di conflitto Ma in questo caso non abbi Come possiamo dire dei recinti spaziali entro quali avviene la divisione

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culturale Il conflitto è tanto più intenso in quanto è interno ad ogni singolo raggruppamento umano non so pensiamo all'Italia nell'Italia ci sono delle divisioni culturali profonde da una parte c'è il mcw che rappresenta un mondo progressista modellato dalla globalizzazione che viene totalmente accettata modellato dalla connettività globale e dalla interdipendenza che mira a creare una rete globale omogenea commerciale fatta di mercato di risorse di informatica ma anche di ecologia dall'altra parte c'è Invece la

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jihad termine simbolico per rappresentare invece un mondo conservatore fatto di tradizionalismo e di mantenimento ad ogni costo della propria identità Jad versus mkw mostra un mondo dove le lotte prendono luogo ad un livello sotton naazionale sebbene molte delle Nazioni occidentali siano capitaliste e possano essere viste come paesi del mcw la le società dentro queste Nazioni potrebbero essere considerate forse jihad e viceversa per altri autori Oggi invece lo scontro avviene tra i gruppi neoliberisti o anar anarcocapitalismo

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cioè lo scontro avviene come possiamo dire tra Mh gruppi economici e gruppi eh politici idealisti il dibattito è molto acceso e riguarda nello specifico l'effetto della globalizzazione nei paesi in via di sviluppo secondo i fautori della globalizzazione quindi i gruppi neoliberisti o anarco capitalisti essa Eh rappresenterebbe la soluzione alla povertà del terzo mondo quindi un fatto sicuramente positivo secondo invece gli attivisti del movimento no global essa causerebbe invece un impoverimento Maggiore Nei paesi poveri attribuendo

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sempre più potere alle multinazionali favorendo lo spostamento della produzione dai paesi più industrializzati a quelli in via di sviluppo creando zone Franche in cui tutti i diritti umani non sono garantiti e dove i salari sono più bassi il tutto senza dare reali benefici alla popolazione del posto anzi distruggendone buona parte dell'economia locale che è considerata anacronistica e superata dall'altra parte abbiamo ancora i New Global diversi dai no global che mediano un po' queste posizioni asseriscono che uno Stato nazionale

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limitato entro i propri confini non riesce più a dettare regole ad imprese transnazionali capaci di aggirare con la loro influenza ogni barriera politica e condizionare le decisioni dei governi anche contro gli interessi dei cittadini che li hanno eletti cioè essi affermano inoltre che il potere di ciascuno Stato nazionale è smantellato dalla possibilità di cui di fatto usufruiscono le imprese di pagare le tasse dove costa meno giocando sulla sede fiscale una delle proposte chiave dei New Global è una delle quella di abolire

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i cosiddetti paradisi fiscali gli attivisti del movimento precisano che non sono contro la globalizzazione che reputano comunque un flusso di innovazione inarrestabile e in fin dei conti proficuo ma per un diverso modello di essa che porti un incremento della che sia più solidale che tenga più conto delle diversità culturali e che non cerchi di omologare tutto il pianeta Sul modello occidentale è molto criticato il fatto che sia stata attuata in modo selvaggio senza assumere dentro i criteri del commercio internazionale un limite allo

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sfruttamento delle risorse umane ed ambientali cioè propugnano uno sviluppo ibile Anche perché spesso le aziende delocalizzano solo per un breve periodo e poi delocalizzano di nuovo dove ancora costa meno Quindi non hanno interesse alla tutela dell'ambiente in loco né all'armonia tra le parti sociali alle quali guardano da una prospettiva simile a quella dei colonialisti dell'età preindustriale Ma addirittura una volta sostituito il capitale umano ricercato con uno stipendio a basso prezzo appunto nei paesi della

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delocalizzazione sostituito questo capitale umano con un capitale in investimento in manodopera robotica opera una sorta di reshoring e tornano in patria lasciando nella disperazione tutte le nazioni attraversate Compresa quella di partenza nella quale ci sarà una nuova industria con capacità produttive più grandi di prima ma con una occupazione notevolmente più ridotta quanto durerà questa globalizzazione secondo un'attenta analisi delle dinamiche che la innescano si riscontrano anche aspetti che inducono a ritenere che nel lungo

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periodo essa potrebbe portare ad una profonda crisi delle aziende occidentali le quali per realizzare le proprie produzioni sono soggette a standard normativi molto alti sia per garantire i diritti dei lavoratori e sia per tutelare l'ambiente precondizioni quasi mai presenti negli standard di produzione orientali in special modo quelli asiatici questo disquilibrio alla base dei costi di produzione Infatti rende i paesi occidentali meno competitivi e considerando che il livello di ricchezza generale tende ad un

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abbassamento i paesi che producono a costi Bassi in assenza di tutele umane ed ambientaliste avranno molte più possibilità di conquistare mercati prevalendo economicamente occorrerebbe quindi Global le regole di produzione prima di globalizzare i mercati se non si vogliono distorsioni e problemi economici e sociali a carattere mondiale Non a caso oggi si scontrano due modelli di sviluppo entrambi capitalistici quello occidentale attrazione statunitense e quello orientale a trazione cinese non sarà uno scontro da Po

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Questo è certo Un saluto da Nat Russo a presto


venerdì 13 febbraio 2026

Corso di politica internazionale: 11 Pro e contro la globalizzazione

 https://youtu.be/pZXa1urGHiY

dopo avere analizzato le diverse tipologie di globalizzazione possiamo a questo punto chiederci La globalizzazione va considerata un fenomeno positivo da incrementare sempre di più oppure una piaga da combattere gli effetti economici e sociali della globalizzazione sono dibattuti e controversi quindi una risposta univoca è impossibile da fornire vediamo i diversi punti di vista da un lato istituzioni come la banca mondiale ritengono che la globalizzazione abbia portato ad una maggiore crescita a livello globale

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migliorando l'economia e le condizioni sociali dei paesi in via di sviluppo mediante la liberalizzazione dei relativi mercati secondo dessa i paesi che si sono aperti Adessa hanno avuto notevoli benefici l'esempio dei paesi baltici per esempio quelli dell'ex Patto di Varsavia è particolarmente calzante nel 1992 Estonia Lettonia e Lituania stavano sotto la soglia di povertà assoluta Cioè meno di , me al giorno pro capite nel 2012 cioè soltanto 20 anni dopo vedono il loro reddito moltiplicato di oltre 20 volte siamo Cioè a

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$30 al giorno proc capite Viceversa la lotta contro la globalizzazione porta ad una forte riduzione del reddito proc come dire che se si vince la lotta contro la globalizzazione il risultato è stare peggio ma questo è un punto di vista quello della banca mondiale vediamo un altro punto di vista per certi aspetti diametralmente opposto quello della Organizzazione Internazionale del lavoro e quello delle organizzazioni non governative e se hanno una posizione molto critica e sottolineano soprattutto come la globalizzazione sia legata ad un

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aumento delle diseguaglianze mondiali e in alcuni casi della povertà Beh ovviamente è un giudizio drastico sia la globalizzazione commerciale cioè l'ampliamento dei mercati in cui vendere ciò che si produce Ad un costo più basso sia quella produttiva cioè ampliare i luoghi dove si produce ottimizzando i costi di produzione sia quella finanziaria cioè ampliare i luoghi dove si investe per ottimizzare i ritorni economici degli investitori sono veri e propri crimini morali il consumismo dilagante porta a produrre di più per esportare di più

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investimenti nelle aziende che più si espandono ma questo è sbagliato occorre essere più sobri e mettere dei Dazzi sulle importazioni ma la cura drastica potrebbe uccidere il malato Se per certi versi è vero che la delocalizzazione per diminuire i costi di produzioni è un crimine contro i lavoratori nostrani che vengono ricattati con la minaccia di riduzione dei salari ed aumento dei carichi di lavoro risultano poco praticabili le soluzioni di lavorare meno e lavorare tutti le aziende entrano in crisi il sistema ammortizza il disagio sociale

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finché può estendendo a delivit um la cassa integrazione ma la disoccupazione cresce sempre di più e diventa un male endemico della società che certo non può essere curato con dei palliativi come il reddito di cittadinanza investire capitali all'estero vuol dire Cercare uno scudo in paradisi fiscali o svendere il Med in Italy al miglior compratore per fare cassa ma tornare ad una forte industria pubblica sovvenzionata che sostenga grandi opere sul suolo nazionale come qualcuno propone è una soluzione è veramente il debito buono che alcuni

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politici ed economisti dicono o meglio Per quanto tempo è realmente praticabile prima di un definitivo default Nazionale la ricerca empirica attualmente è insufficiente e non conclusiva sottolinea soprattutto come gli effetti economici e sociali variano molto a seconda dei paesi e delle politiche che vengono considerate a livello aggregato parlando soprattutto dei nuovi paradigmi economici e geopolitici Aldo giannulli ha indicato nella complessità la cifra distintiva dell'era della globalizzazione e dice che quello che

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caratterizza la nostra epoca e la compresenza nello stesso tempo e nello stesso spazio di tendenze spesso antitetiche che innescano effetti controintuitiva globalizzazione con i suoi mezzi di comunicazioni ultraveloci ha totalmente modificato le nozioni di tempo e di spazio rendendo tutto contemporaneo a se stesso e provocando reazioni in tempi millesimali talvolta addirittura anticipate sulla base di aspettative con risultati imprevedibili questo fa saltare del tutto Le precarie aspettative di rapporti lineari causa effetto ormai il

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mondo non è comprensibile con la logica lineare ed è necessario imporre il salto della complessità per questa lezione è tutto alla prossima sulla globalizzazione Un saluto da Nat Russo a presto

NATRUSSO COMMUNICATION EDIZIONI

COLLANA LA VERTA' PER FAVORE


1 LA SCUOLA INUTILE

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In queste 130 pagine sono raccolti e sistematizzati circa 80 post pubblicati sul blog LA VERITÀ PER FAVORE
(https://civicnessitalia.blogspot.com/)
sui temi della disoccupazione, della GIG Economy e della scuola. Oggi la disoccupazione giovanile è un tema cruciale della società e dell'economia. Fa da contraltare a ciò una nuova economia dei "lavoretti" provvisori a cui i giovani sono costretti e la cui dimensione, in continua crescita, ha finito per creare una sorta di economia parallela, legata in particolare al web, la cosiddetta GIG Economy. Ma quali sono le cause di tutto ciò? Una in particolare viene esaminata più a fondo: la crescente inadeguatezza del sistema formativo. Un mondo a sé stante, elefantiaco ed autoreferenziale, costosissimo e dannoso, praticamente irriformabile, che continua ad insegnare saperi obsoleti secondo una logica prenovecentesca che non permette la comprensione della realtà che ci circonda e che non fornisce conoscenze ed abilità utili per essere inseriti nel mondo del lavoro. Questa è la scuola inutile. Come può cambiare? Viene presentata la traccia di un radicale riforma, contenutistica e metodologica, in cui imparare e lavorare non sono più visti come termini in contrasto ed in successione, ma come due facce contemporanee della stessa medaglia.

2 NUOVI MODELLI DI SCUOLA

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Nuovi modelli di scuola prosegue idealmente il discorso iniziato con La scuola inutile. Come allora si tratta della raccolta sistematizzata dei contenuti pubblicati in una serie di post sul blog LA VERITÀ PER FAVORE
(https://civicnessitalia.blogspot.com/). Il metodo, già sperimentato con successo, è quello di invertire i criteri di progettazione delle nuove didattiche. Oggi ogni riforma della scuola, parte dalla rielaborazione, con qualche aggiustamento più o meno consistente, dell'impianto formativo esistente.Viceversa, considerando questo sistema irriformabile, la partenza avviene dall'analisi della realtà extracolastica (il futuro è adesso) e degli enormi progressi dell'informatica e della robotica (amico robot). Su ciò vanno calibrate le nuove esigenze formative, le metodologie didattiche, i contenuti, le abilità, il reclutamento dei docenti, un continuo scambio tra scuola e lavoro. Quella a cui assistiamo è una nuova offerta formativa, temporalmente circoscritta e flessibile, modellata a fine percorso sulle opportunità occupazionali immediate dei soggetti.

3 I LIMITI DEL GLOBALE

 
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I limiti del globale affronta le problematiche sorte a causa della globalizzazione, fenomeno di lungo corso, ma che negli ultimi 20 anni ha avuto un’accelerazione assai significativa, generando a cascata fenomeni socio-economici difficilmente controllabili. Raccoglie in maniera  sistematica i post pubblicati sul blog  LA VERITÀ PER FAVORE (https://civicnessitalia.blogspot.com/). Partendo dai diversi ambiti in cui essa si articola (la globalizzazione) esso ripercorre i vani sforzi degli organismi internazionali per porre rimedio alle disfunzioni più gravi (l’impotenza dell’ONU) fino all'ingovernabilità della situazione europea attuale (la crisi europea dei migranti) ed alle contraddizioni comunitarie (uscire dall'UE).

4 IL SISTEMA ITALIA

  

https://www.amazon.it/gp/product/B09JDV851G?ref_=dbs_m_mng_rwt_calw_tpbk_3&storeType=ebooks

Il sistema Italia affronta le problematiche italiane degli ultimi 20 anni e la difficoltà delle soluzioni. Raccoglie in maniera sistematica i post pubblicati sul blog  LA VERITÀ PER FAVORE 
(https://civicnessitalia.blogspot.com/).
Partendo dai diversi ambiti sociali delle aree geografiche che compongono la nostra penisola (il sistema Italia), esso si addentra nell'analisi del poco soddisfacente status economico (un’economia drogata), tocca l’inadeguatezza della nostra classe dirigente a risolvere i problemi (una classe poco dirigente) e la forza di interdizione verso ogni semplificazione di gestione operata dai funzionari dell’Amministrazione Pubblica (burodittatura). Individua infine la strada di una possibile soluzione nello sforzo di ammodernamento digitale che è in atto (agenda digitale).

5 CARO MARIO TI SCRIVO

  

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Caro Mario ti scrivo affronta le criticità italiane più recenti indicando tracce di soluzioni. Raccoglie in maniera sistematica i post pubblicati sul blog  LA VERITÀ PER FAVORE (https://civicnessitalia.blogspot.com/). 
Immagina di inviare una serie di lettere a chi ha responsabilità di governo cercando di dare una lettura non banale della realtà italiana (criticità), proponendo soluzioni precise ed articolate (proposte) e mettendole in relazione con le riforme messe in cantiere ma non ancora completate (promesse).
 

6 SOSTIENE NAT RUSSO

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Sostiene Natrusso affronta sotto forma di metafora il luogocomunismo imperante spacciato sotto la categoria etica del politicamente corretto. Raccoglie in maniera sistematica i post pubblicati sul blog  LA VERITÀ PER FAVORE
(https://civicnessitalia.blogspot.com/).
Sono toccati temi sociali (vi parlo di politica), ecologici (bufala verde non avrai il mio scalpo), transfrontalieri (import export) ed economici (pochi maledetti e subito). Ne esce uno spaccato anticonformista, vivace ed immediato della vis polemica che l’autore quotidianamente riversa nei suoi seguitissimi social.

7 NON MI ROMPERE I TABÙ


https://www.amazon.it/gp/product/B09K58G17Z?notRedirectToSDP=1&ref_=dbs_mng_calw_6&storeType=ebooks  

Non mi rompere i tabù raccoglie in maniera sistematica i post grafici pubblicati sul blog LA VERITÀ PER FAVORE
(https://civicnessitalia.blogspot.com/).
Attraverso l’uso di più tipi di grafica umoristica e paradossale (fumetto, solarizzazione, riproduzione caricaturale, ecc.) sono toccati temi artistici (aste televisive), sociali (dandy & milf), politici (non prendeteci per il Colao), giochi linguistici e nonsense (paradoxa). Ne esce uno spaccato anticonformista, vivace ed immediato della vis polemica che l’autore quotidianamente riversa nei suoi seguitissimi social.

8 CIVICNESS ITALIA

Il seguente volume raccoglie in maniera sistematica post apparsi su blog, interventi in conferenze pubbliche, seminari di studio, repliche ad articoli pubblicati su quotidiani, settimanali, mensili, ecc. In ognuno di essi si può notare come, ad ogni spunto polemico, segua sempre una pars construens in cui si illustra una proposta di riforma o almeno una traccia di soluzione di un problema. A differenza di quanto avvenuto in passato, in cui venivano sviluppate tematiche autoconcluse (La scuola inutile, Nuovi modelli di scuola, I limiti del globale, Il sistema Italia, Caro Mario ti scrivo, Sostiene Nat Russo, Non mi rompere i tabù) in questo caso tutti i differenti elementi convergono verso un unico target dinamico: la creazione di un soggetto politico plurale portatore di una volontà di cambiamento forte basata sulla CivicnessLa Civicness, ossia il senso civico, pare essere la materia più rara (ma più necessaria) oggi in Italia. Prevale un diffuso senso di disimpegno, di menefreghismo, di “basto a me stesso”, di “se posso arraffo”, di “alla faccia degli altri”, di “io sono più furbo e ti frego”, di “dacci dentro con l’assalto alla diligenza”, di “ogni lasciata è persa”, di “ma che il fesso sono solo io?”. L’algoritmo sociale proposto per CIVICNESS va certamente limato ed approfondito, ma allo stato attuale, come ogni progetto open source che si rispetti, esso viene dato in affido alla comunità scientifica perché lo faccia proprio, lo implementi, lo migliori, ne verifichi i punti deboli e le carenze, ne segnali le sempre possibili contraddizioni. Si tratta comunque di un atto fondativo. Civicness Italia nasce oggi. Nat Russo Italia, Liguria, Savona, 1 Gennaio 2022

9 LA SCUOLA CHE VORREI


La scuola che vorrei è un viaggio nel futuro dell’educazione, una riflessione approfondita su come ripensare il sistema scolastico per rispondere alle sfide della società contemporanea. Dal nido all’università, il volume esplora modelli internazionali, metodologie innovative e strategie per una scuola più inclusiva, efficace e connessa al mondo del lavoro. Attraverso un’analisi critica e proposte concrete, il testo affronta temi chiave come la didattica attiva, la digitalizzazione, le competenze trasversali e l’integrazione tra formazione e società. Un contributo essenziale per chi sogna una scuola capace di preparare davvero al futuro.

10 GESTIONE OTTIMIZZATA DI PATRIMONI E IMPRESE


Gestire il proprio patrimonio e la propria impresa con consapevolezza

In un mondo finanziario in continua evoluzione, la capacità di prendere decisioni informate è essenziale per garantire sicurezza e crescita economica. Questo volume offre una guida pratica e completa alla gestione patrimoniale e aziendale, fornendo strategie concrete per ottimizzare investimenti e processi fiscali.

Nella prima parte, il lettore troverà consigli su come costruire un portafoglio bilanciato, diversificare gli investimenti tra obbligazioni, azioni, forex e materie prime, e comprendere il ruolo del settore assicurativo e immobiliare nella protezione del capitale.

La seconda parte si concentra sulla gestione aziendale: dalla scelta della forma giuridica più adatta all’elaborazione di un business plan efficace, passando per strategie di marketing, ottimizzazione contabile e fiscale, fino alla gestione dei rapporti con enti come INPS e Agenzia delle Entrate.

Grazie a un linguaggio chiaro e a un approccio pratico, questo libro è uno strumento indispensabile per investitori, imprenditori e professionisti che vogliono prendere il controllo del proprio futuro finanziario e aziendale.


11 VI PARLO DI POLITICA INTERNAZIONALE



Il mondo che conosciamo è profondamente segnato dai flussi di persone, merci, capitali e informazioni che attraversano i confini nazionali, dando vita a un fenomeno complesso: la globalizzazione. Questo libro esplora i suoi molteplici aspetti, analizzando la sua evoluzione storica, dalle radici imperialiste fino agli sviluppi culturali, economici e politici che oggi definiscono il nostro tempo. Attraverso una riflessione critica, si esplorano le opportunità e le sfide della globalizzazione, evidenziando la centralità di potenze emergenti come la Cina, e il suo impatto su Africa, Europa, America e Asia. In parallelo, si affrontano temi di grande rilevanza per l'Italia e l'Europa, come la crisi migratoria, le nuove proposte di riordino territoriale, la riforma della democrazia diretta e la ridefinizione delle macro-regioni europee. Un capitolo speciale è dedicato alla proposta di una "Nuova Via della Seta" e al ruolo strategico del Mediterraneo, con un focus sulle iniziative infrastrutturali che stanno cambiando il panorama geopolitico. Con uno sguardo rivolto al futuro, l'autore ci invita a riflettere su come il mondo si sta trasformando, suggerendo che, in un'epoca segnata dalla velocità dei cambiamenti, la comprensione dei processi globali è fondamentale per affrontare le sfide del XXI secolo.  

giovedì 12 febbraio 2026

Corso di politica internazionale: 10 La globalizzazione culturale


 https://youtu.be/4VOreyneTuk 

cari amici che assistete alle lezioni della scuola di civiles un saluto da Nat Russo nuova puntata sulla globalizzazione oggi la affronteremo dal versante culturale e ci Chiederemo Come cambia la vita di ciascuno di noi con la globalizzazione Marshall mclan parla di Villaggio Globale e gli dice che l'uomo vive Ormai in un recinto costituito al limite dalle pareti domestiche che ha però le dimensioni virtuali del mondo intero cioè Noi che cosa facciamo leggiamo un giornale elettronico che scegliamo tra le migliaia di disponibili

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in base ai nostri interessi alle nostre curiosità alle nostre esigenze di lavoro ai nostri Hobby e quindi espressione globalizzazione culturale si riferisce alla trasmissione di idee significati di valori in tutto il mondo in un modo tale da estendere e intensificare le relazioni sociali questo processo è caratterizzato dal consumo comune di culture che vengono diffuse da internet dai media di cultura popolare e ai viaggi internazionali La globalizzazione culturale implica la formazione di norme e conoscenze condivise con le quali le

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persone associano le loro identità culturali individuali e collettive essa porta una crescente interconnessione tra diverse popolazioni e culture chiamiamola In altri termini ibridazione culturale oppure diffusionismo di oggetti culturali ma anche di idee di stili di religioni addirittura di tecnologie di Lingue e via e via discorrendo i gusti Si uniformano si pensi a McDonald e a Starbucks cioè compagnie americane con oltre 60.

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000 di punti vendita operativi in tutto il mondo il Big Mac cioè il panino simbolo del McDonald's il grande Mac da panino è diventato un indice economico che misura informalmente la parità di potere d'acquisto tra le diverse valute mondiali Cioè se io compro un Big Mac in India Quanto lo pago se compro lo stesso Big Mac in Cina Quanto lo pago se lo negli Stati Uniti di quanto lo pago Ecco il Big Mac un bene comune planetario diventa un metro di paragone La globalizzazione ha espanso le opportunità culturali e recreative attraverso la diffusione della cultura

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popolare in sigla La cultura Pop in particolare per mezzo di internet e delle televisioni satellitari si pensi alla Mus generi musicali come il Jets o il Reg erano musiche molto locali nate localmente ma in seguito grazie alla globalizzazione sono diventati fenomeni internazionali l'espressione world music una volta serviva per indicare la musica etnica specifica Ma la globalizzazione ha espanso la musica etnica Specifica e ha creato dei sottogeneri ibridi per esempio il World Fusion il Global Fusion l'etnico il World

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beit la lotta per preservare le tradizioni musicali locali è diventata Allora una operazione specialistica per Elite ristrette per i della storia della musica ma chi esce vittorioso nello scambio culturale globalizzato un rapporto dell'Unesco del 2020 mostra che a dispetto del numero relativamente ridotto dei membri della loro popolazione rispetto a quella planetaria i paesi occidentali Specialmente il Regno Unito e gli Stati Uniti sono ancora i principali esportatori di beni culturali l'american izaz questione un

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tempo associata all'alto prestigio politico ed economico degli Stati Uniti seppure in calo sta ancora colonizzando culturalmente il mondo le maggiori aziende americane come McDonald e coca-cola hanno svolto un ruolo cruciale nella diffusione della cultura americana delel mondo i programmi televisivi americani che vengono riproposti in decine e decine di nazioni diverse sono la matrice di un imperialismo culturale che è distruttivo delle identità culturali locali ma stiamo andando ancora oltre perché se fino a ieri abbiamo assistito

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alla globalizzazione culturale come ad una trasfigurazione della diversità mondiale in una pandemia di culture consumistiche occidentalizzate pensiamo a Bollywood cioè il Come possiamo dire l'imitazione indiana di Hollywood rispetto per esempio al musical oggi si va verso una sorta di monocultura umana omologata e occidentalizzata ma almeno questa monocultura planetaria porterà ad una migliore comprensione reciproca delle genti ci porterà alla Pace Mondiale


mercoledì 11 febbraio 2026

Corso di politica internazionale: 9 Imperialismo antenato della globalizzazione

 https://youtu.be/x42fQ-Pm4_k


1. Le Radici: L'Era dell'Industria e dell'Imperialismo

La globalizzazione non è un fenomeno recente, ma affonda le radici nel XIX secolo.

  • Motori tecnologici: La macchina a vapore e le ferrovie abbattono i costi logistici.

  • Produzione: Nasce la produzione standardizzata grazie alle economie di scala.

  • Geopolitica: L'imperialismo britannico ed europeo modella i flussi commerciali verso Africa e Asia.

2. Il Dopoguerra e la Standardizzazione (1945 - 1973)

Dopo il secondo conflitto mondiale, la globalizzazione riceve una struttura istituzionale e tecnica.

  • Accordi di Bretton Woods: Creazione del framework monetario e finanziario internazionale per favorire la crescita e abbattere le barriere.

  • La Rivoluzione del Container (1956): Un momento di svolta logistica. La standardizzazione dei carichi permette di spostare merci in tutto il mondo con efficienza mai vista prima.

  • Internazionale vs Transnazionale: In questa fase le aziende commerciano all'estero, ma mantengono cuore e produzione all'interno dei confini nazionali.

3. L'Esplosione Globale (Anni '70 - 2007)

Il passaggio verso un'economia completamente globalizzata.

  • Crescita dei volumi: Tra il 1970 e il 2001, le esportazioni raddoppiano il loro peso sul PIL mondiale (dall'8,5% al 16,2%), in un contesto di PIL triplicato.

  • Mobilità umana: Il trasporto aereo low-cost e gli scambi culturali (Erasmus e simili) creano un'élite e una classe media cosmopolita.

  • Migrazioni economiche: Flussi unilaterali dai paesi in via di sviluppo verso quelli sviluppati, inizialmente percepiti come reciprocamente vantaggiosi.

  • Il 1989 e la fine della Guerra Fredda: Il crollo del blocco sovietico apre la strada al "libero mercato planetario" a guida statunitense e alla deregulation.

4. La Rivoluzione Informatica e la "Globalizzazione Immobile"

Dopo la crisi del 2007, il paradigma cambia ancora grazie alla digitalizzazione.

  • Economia della Conoscenza: Il valore si sposta dagli oggetti fisici ai dati. Nasce la distinzione tra "alfabetizzati" e "analfabeti" digitali.

  • Simultaneità: Come osserva Giancarlo Pallavicini, ciò che accade in un punto del globo si ripercuote ovunque in tempo reale.

  • Dematerializzazione: Emergono colossi che non vendono necessariamente beni fisici prodotti "in casa", ma gestiscono flussi di informazioni.

  • E-commerce ed E-finance: La possibilità di acquistare o investire globalmente senza spostarsi fisicamente. Giganti come Amazon, eBay e Alibaba diventano i nuovi pilastri del commercio.

Un concetto chiave: La Distruzione Creatrice

Il testo cita implicitamente Schumpeter attraverso il concetto di distruzione creatrice applicata all'informatica: le vecchie strutture economiche vengono abbattute per far posto a modelli nuovi, più rapidi e pervasivi, che i vecchi strumenti interpretativi faticano a comprendere.