sabato 21 febbraio 2026

Corso di politica internazionale: 19 La supply chain italiana

 


https://youtu.be/zkOP31rsryA

1. L'Italia come "Officina del Mondo" senza Miniera

L'intervento evidenzia il paradosso italiano: siamo una potenza industriale (seconda manifattura d'Europa), ma quasi totalmente priva di basi estrattive.

  • Energia: La dipendenza da Russia, Libia e Algeria per il gas e il petrolio non è solo una questione di costi, ma di sicurezza nazionale. Il passaggio al GNL (Gas Naturale Liquefatto) da Qatar e Nigeria è una strategia di diversificazione necessaria per evitare il "ricatto energetico".

  • Metalli e Chimica: Il fatto che l'Italia importi semilavorati (ferro, acciaio, plastica) da partner europei come Germania e Francia crea una interdipendenza virtuosa all'interno della UE, ma la dipendenza da Cina e Russia per alluminio e materie prime critiche espone le nostre filiere a shock globali.

2. La Sicurezza Alimentare e il "Made in Italy"

Un punto interessante toccato da Russo è la dipendenza agricola. Nonostante l'eccellenza del Made in Italy, la nostra industria alimentare dipende pesantemente dall'estero per le materie prime di base:

  • Grano e Cereali: L'importazione da Canada e USA è vitale per la filiera della pasta e del pane.

  • Olii e Frutta Esotica: Indonesia e Sud America detengono le chiavi di componenti essenziali per l'industria dolciaria e il consumo su larga scala.

3. Analisi Critica: Il miraggio dell'Autarchia

Il passaggio finale del saggio di Russo invoca una "quasi totale autarchia". Qui è necessaria una precisazione tecnica e realistica:

  • L'impossibilità fisica: L'Italia non possiede giacimenti di terre rare, cobalto, litio o quantità sufficienti di idrocarburi nel sottosuolo. In un mondo tecnologicamente avanzato, l'autarchia assoluta è un'impossibilità geografica.

  • Dall'Autarchia all'Autonomia Strategica: Il termine più corretto e moderno non è "autarchia" (chiusura), ma autonomia strategica. Questo significa:

    1. Investire nel riciclo delle materie prime (l'Italia è già leader europeo nell'economia circolare).

    2. Potenziare le energie rinnovabili per ridurre la dipendenza dal gas estero.

    3. Diversificare i fornitori per evitare che un singolo partner (come accaduto con la Russia) possa bloccare il Paese.

Sintesi delle Dipendenze Italiane

SettoreFornitori PrincipaliRischi
Energia (Gas/Oil)Algeria, Libia, Qatar, AzerbaijanInstabilità politica, volatilità prezzi.
SiderurgiaCina, Germania, Ucraina (pre-conflitto)Rincaro costi di produzione manifatturiera.
AgroalimentareCanada, Francia, BrasileCambiamenti climatici e dazi doganali.
Tessile (Cotone)India, Pakistan, CinaStandard etici e costi logistici.

In conclusione, si auspica una riduzione della dipendenza, la sfida dell'Italia nel XXI secolo non sarà chiudersi in se stessa, ma navigare le acque della globalizzazione con alleanze più simmetriche e una forte spinta verso l'innovazione tecnologica che "crea" risorse dove la terra non ne offre (es. idrogeno verde, riciclo metalli).