domenica 15 febbraio 2026

Corso di politica internazionale: 13 La Cina investe in Africa


 https://youtu.be/NtYn3c5DWMk  

cari amici che come me vi interessate di economia a livello internazionale e state cercando di conoscere meglio quella che è l'espansione della Cina nel mondo Un saluto da Nat Russo oggi vorrei parlarvi dei fortissimi investimenti che sia il governo cinese sia alcune grosse società cinesi stanno compiendo nei confronti dell'Africa particolare il governo cinese ha finanziato e costruito molti grandi progetti infrastrutturali per esempio la ferrovia tazzara cioè la Tanzania Zambia railway Authority una ferrovia di

00:45

1860 km di lunghezza che collega la città di dar S Salam in Tanzania alla città di kirin poosh in Zambia la ferrovia fu costruita dalla Cina già dagli anni 70 e rappresentò uno dei più grandi progetti di Cooperazione sino africana del tempo passiamo al Kenya e passiamo al porto di Mombasa la Cina ha finanziato la costruzione di una nuova banchina attrezzata per container del porto di Mombasa in Kenya Mombasa è il più grande porto dell'Africa Orientale insieme ad esso ha anche finanziato la costruzione di una ferrovia SCART ridotto che collega il

01:31

porto di monbasa alla città di Nairobi che è la capitale del Kenya la Cina ha finanziato la costruzione della centrale idroelettrica di cariba che si trova sul confine tra lo Zambia e lo Zimbabwe la centrale produce circa il 50% della energia elettrica dello Zambia e il 50% 57% dell'energia elettrica dello Zimbabwe la Cina ha finanziato la costruzione di una grande strada a quattro corsie tra Nairobi e monbasa in Kenya riducendo notevolmente il tempo di viaggio tra le due città quindi rendendo di fatto il Kenya molto

02:15

più vicino le le le aree del Kenya molto più vicine tra di loro ha finanziato anche il ponte tra la Tanzania e lo Zambia un gigantesco ponte che attraversa il fiume zambe il ponte collega Tanzania e Zambia e riduce notevolmente il tempo di viaggio tra le due nazioni la Cina è particolarmente Attiva nel settore dell'estrazione mineraria in Africa in particolare nell'estrazione di metalli preziosi come oro e platico ricordiamo per esempio l'estrazione di oro di Buli nulu in Tanzania dove il 70% delle azione della miniera Sono ormai

03:03

diventate cinesi Questa è la terza più grande miniera d'oro in Tanzania nello Zimbabwe a endale ha firmato un accordo per investimenti oltre 4 miliardi di dollari nella miniera di platino La Miniera ha una riserva stimata di circa 8,2 milioni di on di platino anche qui ci troviamo di fronte a minere grandissime e importantissime in Congo estrazione d'oro di kibali quota del 45% in Congo una miniera che produce circa 600.

03:48

000 on d'oro all'anno Analogamente nel gana nella città di tarvis ha finanziato la costruzione di una nuova centrale elettrica vicina alla miniera d'oro rendendola quindi estremamente più produttiva fortissimi poi sono gli investimenti in Africa e in agricoltura in particolare attraverso l'acquisizione di grandissimi quantitativi di terre la creazione di partnership con aziende agricole locali per coltivare alimenti che poi sono esportati in Cina per esempio a nakala in Mozambico La China Africa Cotton ha firmato un accordo con il governo mozambicano per acquistare

04:33

100.000 arari di terra per la coltivazione di cotone soia mais e altri prodotti agricoli naturalmente anche costruzione di infrastrutture come strade e ponti per sopportare la produzione agricola ed esportazione un altro grande impegno è stato effettuato nella regione dell'imp poopo in Sudafrica dove la compagnia cinese Beda Wang ha acquisito 10.

05:01

000 Ari di terra per la coltivazione di mais e soia il progetto prevede come sempre anche impianti di lavorazione per la produzione di olio vegetale e di infrastrutture un altro progetto di agricoltura su larga scala avviene in Zambia a capir inosi qui la zong International ha acquisito 3000 Ari di terra per la coltivazione di mais e soia il progetto prevede anche la costruzione di una Fab di lavorazione per produzione di olio vegetale Ma la Cina ha investito anche nel settore industriale per la creazione manifatturiera di beni da

05:44

esportazione ad esempio ha realizzato il grande parco industriale di estern Industrial zone in Etiopia questo parco ospita 60 aziende manifatturiere cinesi che producono prodotti tessili abbigliamento scarpe e accessori per l'esportazione in Cina in Nigeria ha creato il parco industriale di Lagos che ospita 40 aziende manifatturiere che producono prodotti tessili calzature borse e altri prodotti sempre per l'esportazione in Cina nello Zambia invece ha investito nel parco industriale di Lusaka Special economic

06:26

zone Qui si tratta di un parco industriale che ospita tutte aziende manifatturiere cinesi che producono anche qui prodotti tessili abbigliamento scarpe e accessori sempre per l'aspettazione diretta in Cina e poi ancora una fabbrica di smartphone di transan holding In Etiopia cioè transon holding è il maggiore produttore di smartphone in Africa e con il fatto di avere potenziato una fabbrica di Smart è diventato di fatto il maggiore produttore di telefoni per il mercato africano ma Incomincia ad avere un surplus per l'esportazione diretta in

07:07

Cina l'Africa ha investito anche in tecnologie nei settori avanzati per esempio nella energia solare la Cina ha investito in quello che è considerato il più grande progetto mondiale di centrale solare a concentrazione del mondo quella di nour di urz urz zate in Marocco Cina ha finanziato anche le tecnologie per progetti di energia solare in altri paesi africani come Uganda Kenya Togo e Nigeria per quello che riguarda il fintech cioè la tecnologia collegata alla Finanza la società kenyota pesa ha avuto un forte

07:52

supporto per la costruzione di piattaforme di pagamenti mobile che consente agli utenti di effettuare tradizioni finanziarie in modo sicuro e conveniente anche in Nigeria ed in altre parti dell'Africa è estensibile Ormai questo progetto di pagamento online anche investimenti in progetti di intelligenza artificiale fornendo sviluppi di sistemi di riconoscimento vocale ed immagini questo per i vari governi delle africani per la sicurezza pubblica come che giudizi dare di questi investimenti come giudicarli alcuni

08:40

osservatori li considerano un'aggressione vera e propria una nuova forma di neocolonialismo Aggressivo e pervasivo Altri invece ritengono che i progetti cinesi hanno causato controversie sulle condizioni di lavoro la protezione dell'ambiente e l'impatto sulle economie locali ma queste sono problematiche che la Cina difficilmente affronta in maniera Come posso dire costruttiva nel desiderio di risolvere questi problemi anzi direi che proprio le condizioni di lavoro veramente molto molto scadente il mancato come dire mancata attenzione nei

09:24

confronti della Protezione ambientale sono due caratteristiche che fanno sì che gli investimenti cinesi e l'economia cinese goda di un vantaggio improprio ma notevole rispetto ad altre tecnologie e agli investimenti di altre nazioni più attente all'ambiente e alle condizioni del lavoro anche per l'Africa È tutto ancora a risentirci per la Cina nelle prossime puntate Un saluto da Nat Russo


sabato 14 febbraio 2026

Corso di politica internazionale: 12 Il futuro della globalizzazione


 https://youtu.be/7J-5lMLkoLY 

parrebbe proprio di no Almeno secondo Samuel Huntington La globalizzazione culturale evolverà in futuro in uno scontro di civiltà egli indica nel mondo attuale nove civiltà distinte che non sono tra loro Ale una civiltà Cristiano orientale di tipo ortodosso una civiltà latinoamericana distinta da quella occidentale una civiltà islamica una civiltà Indù una civiltà cinese una civiltà giapponese una civiltà buddista ed una civiltà africana più il mondo diventa piccolo ed

01:07

interconnesso più le interazioni tra le persone rinvigoriscono non le parti comuni Ma le differenze la comunità culturale globale diventa fonte di conflitto l'integrazione del migrante diventa un boomerang con le seconde e le terze generazioni anche Benjamin Barber nel suo libro Jad versus mcw un termine creato dalla fusione di mondo e dal iniziali di McDonald discute riguardo ad una diversa divisione culturale del mondo come fonte di conflitto Ma in questo caso non abbi Come possiamo dire dei recinti spaziali entro quali avviene la divisione

02:06

culturale Il conflitto è tanto più intenso in quanto è interno ad ogni singolo raggruppamento umano non so pensiamo all'Italia nell'Italia ci sono delle divisioni culturali profonde da una parte c'è il mcw che rappresenta un mondo progressista modellato dalla globalizzazione che viene totalmente accettata modellato dalla connettività globale e dalla interdipendenza che mira a creare una rete globale omogenea commerciale fatta di mercato di risorse di informatica ma anche di ecologia dall'altra parte c'è Invece la

02:56

jihad termine simbolico per rappresentare invece un mondo conservatore fatto di tradizionalismo e di mantenimento ad ogni costo della propria identità Jad versus mkw mostra un mondo dove le lotte prendono luogo ad un livello sotton naazionale sebbene molte delle Nazioni occidentali siano capitaliste e possano essere viste come paesi del mcw la le società dentro queste Nazioni potrebbero essere considerate forse jihad e viceversa per altri autori Oggi invece lo scontro avviene tra i gruppi neoliberisti o anar anarcocapitalismo

04:00

cioè lo scontro avviene come possiamo dire tra Mh gruppi economici e gruppi eh politici idealisti il dibattito è molto acceso e riguarda nello specifico l'effetto della globalizzazione nei paesi in via di sviluppo secondo i fautori della globalizzazione quindi i gruppi neoliberisti o anarco capitalisti essa Eh rappresenterebbe la soluzione alla povertà del terzo mondo quindi un fatto sicuramente positivo secondo invece gli attivisti del movimento no global essa causerebbe invece un impoverimento Maggiore Nei paesi poveri attribuendo

04:52

sempre più potere alle multinazionali favorendo lo spostamento della produzione dai paesi più industrializzati a quelli in via di sviluppo creando zone Franche in cui tutti i diritti umani non sono garantiti e dove i salari sono più bassi il tutto senza dare reali benefici alla popolazione del posto anzi distruggendone buona parte dell'economia locale che è considerata anacronistica e superata dall'altra parte abbiamo ancora i New Global diversi dai no global che mediano un po' queste posizioni asseriscono che uno Stato nazionale

05:43

limitato entro i propri confini non riesce più a dettare regole ad imprese transnazionali capaci di aggirare con la loro influenza ogni barriera politica e condizionare le decisioni dei governi anche contro gli interessi dei cittadini che li hanno eletti cioè essi affermano inoltre che il potere di ciascuno Stato nazionale è smantellato dalla possibilità di cui di fatto usufruiscono le imprese di pagare le tasse dove costa meno giocando sulla sede fiscale una delle proposte chiave dei New Global è una delle quella di abolire

06:34

i cosiddetti paradisi fiscali gli attivisti del movimento precisano che non sono contro la globalizzazione che reputano comunque un flusso di innovazione inarrestabile e in fin dei conti proficuo ma per un diverso modello di essa che porti un incremento della che sia più solidale che tenga più conto delle diversità culturali e che non cerchi di omologare tutto il pianeta Sul modello occidentale è molto criticato il fatto che sia stata attuata in modo selvaggio senza assumere dentro i criteri del commercio internazionale un limite allo

07:22

sfruttamento delle risorse umane ed ambientali cioè propugnano uno sviluppo ibile Anche perché spesso le aziende delocalizzano solo per un breve periodo e poi delocalizzano di nuovo dove ancora costa meno Quindi non hanno interesse alla tutela dell'ambiente in loco né all'armonia tra le parti sociali alle quali guardano da una prospettiva simile a quella dei colonialisti dell'età preindustriale Ma addirittura una volta sostituito il capitale umano ricercato con uno stipendio a basso prezzo appunto nei paesi della

08:07

delocalizzazione sostituito questo capitale umano con un capitale in investimento in manodopera robotica opera una sorta di reshoring e tornano in patria lasciando nella disperazione tutte le nazioni attraversate Compresa quella di partenza nella quale ci sarà una nuova industria con capacità produttive più grandi di prima ma con una occupazione notevolmente più ridotta quanto durerà questa globalizzazione secondo un'attenta analisi delle dinamiche che la innescano si riscontrano anche aspetti che inducono a ritenere che nel lungo

08:56

periodo essa potrebbe portare ad una profonda crisi delle aziende occidentali le quali per realizzare le proprie produzioni sono soggette a standard normativi molto alti sia per garantire i diritti dei lavoratori e sia per tutelare l'ambiente precondizioni quasi mai presenti negli standard di produzione orientali in special modo quelli asiatici questo disquilibrio alla base dei costi di produzione Infatti rende i paesi occidentali meno competitivi e considerando che il livello di ricchezza generale tende ad un

09:42

abbassamento i paesi che producono a costi Bassi in assenza di tutele umane ed ambientaliste avranno molte più possibilità di conquistare mercati prevalendo economicamente occorrerebbe quindi Global le regole di produzione prima di globalizzare i mercati se non si vogliono distorsioni e problemi economici e sociali a carattere mondiale Non a caso oggi si scontrano due modelli di sviluppo entrambi capitalistici quello occidentale attrazione statunitense e quello orientale a trazione cinese non sarà uno scontro da Po

10:30

Questo è certo Un saluto da Nat Russo a presto


venerdì 13 febbraio 2026

Corso di politica internazionale: 11 Pro e contro la globalizzazione

 https://youtu.be/pZXa1urGHiY

Il Giano Bifronte della Modernità:
Analisi Dialettica della Globalizzazione tra Crescita e Crisi

Introduzione: Un Fenomeno senza Risposte Univoche

La globalizzazione non è un blocco monolitico, ma un processo multidimensionale (commerciale, produttivo, finanziario) che agisce come un catalizzatore di trasformazioni profonde. Chiedersi se essa sia un "bene" o un "male" assoluto è, da un punto di vista scientifico, fuorviante. La sfida contemporanea risiede nel comprendere come le sue dinamiche generino ricchezza e, simultaneamente, nuove forme di marginalizzazione, muovendosi in un sistema a elevata complessità dove le logiche lineari di causa-effetto sembrano ormai al tramonto.

1. Il Paradigma dello Sviluppo: Il Caso dei Paesi Baltici

Secondo le istituzioni finanziarie internazionali, come la Banca Mondiale, l'apertura dei mercati è la via maestra per l'eradicazione della povertà. L'evidenza empirica più citata è quella delle ex repubbliche sovietiche:

  • Estonia, Lettonia e Lituania: Nel 1992, questi paesi versavano in condizioni di povertà assoluta (meno di $1,50 al giorno).

  • Il "Miracolo" Ventennale: Nel 2012, l'integrazione nelle catene del valore globali ha portato il reddito pro capite a circa $30 al giorno.

    Questo dato suggerisce che l'isolazionismo o la lotta ideologica contro il mercato globale possano tradursi in un paradosso regressivo: combattere la globalizzazione rischierebbe di condannare i paesi in via di sviluppo a una stagnazione perenne.

2. La Critica Etica e Sociale: Diseguaglianze e Crimini Morali

Sul fronte opposto, l'Organizzazione Internazionale del Lavoro (OIL) e numerose ONG pongono l'accento sul "costo umano" della libera circolazione di merci e capitali. La critica si articola su tre pilastri:

  1. Globalizzazione Produttiva: La delocalizzazione viene percepita come un ricatto occupazionale. I lavoratori delle nazioni industrializzate subiscono una pressione al ribasso sui salari e un aumento dei carichi di lavoro sotto la minaccia del trasferimento degli impianti.

  2. Globalizzazione Finanziaria: La ricerca di "scudi" in paradisi fiscali e la svendita del Made in Italy (o di altri brand nazionali) per fare cassa sono visti come atti che erodono il patrimonio industriale dei singoli Stati.

  3. Consumismo e Sobrietà: Si solleva un dubbio morale sul modello della crescita infinita, proponendo una "cura della sobrietà" e il ritorno a misure protezionistiche (dazi) per salvaguardare le identità produttive locali.

3. L'Inutilità dei Palliativi e il Rischio Default

Il saggio deve evidenziare come le risposte della politica nazionale siano spesso insufficienti:

  • Ammortizzatori Sociali: La cassa integrazione e il reddito di cittadinanza vengono descritti come "palliativi" che non curano il male endemico della disoccupazione strutturale.

  • Il Dilemma del Debito: La tentazione di tornare a una massiccia industria pubblica sovvenzionata pone il problema della sostenibilità finanziaria. Il cosiddetto "debito buono" è realmente tale o è solo un acceleratore verso il default nazionale? La ricerca empirica, ad oggi, non fornisce una risposta conclusiva, poiché gli effetti variano drasticamente a seconda delle politiche locali adottate.

4. La Cifra della Contemporaneità: Il Salto della Complessità

Citando l'analisi di Aldo Giannulli, la globalizzazione ha imposto un nuovo paradigma geopolitico: la complessità.

  • Compresenza di Antitesi: Nello stesso spazio-tempo coesistono spinte globalizzanti e rigurgiti sovranisti, ricchezza estrema e povertà degradante.

  • Riconfigurazione Spazio-Temporale: I mezzi di comunicazione ultraveloci hanno reso tutto "contemporaneo". Le reazioni dei mercati e delle società sono millesimali, spesso anticipate da aspettative che generano risultati controintuitivi.

  • Fine della Logica Lineare: Non è più possibile prevedere gli esiti di una politica economica con schemi semplificati; il mondo attuale richiede un approccio sistemico che accetti l'imprevedibilità come variabile costante.

Conclusione: Verso un Nuovo Modello di Governance

In definitiva, la globalizzazione non è una piaga da estirpare né una divinità da venerare acriticamente. È una condizione strutturale della modernità. La sfida per gli economisti e i politici del XXI secolo non è fermare il flusso, ma governare la complessità, cercando un equilibrio tra l'efficienza dei mercati globali e la tutela dei diritti sociali, evitando che la "cura" (sia essa il liberismo sfrenato o il protezionismo rigido) finisca per uccidere il malato.



giovedì 12 febbraio 2026

Corso di politica internazionale: 10 La globalizzazione culturale


 https://youtu.be/4VOreyneTuk 

cari amici che assistete alle lezioni della scuola di civiles un saluto da Nat Russo nuova puntata sulla globalizzazione oggi la affronteremo dal versante culturale e ci Chiederemo Come cambia la vita di ciascuno di noi con la globalizzazione Marshall mclan parla di Villaggio Globale e gli dice che l'uomo vive Ormai in un recinto costituito al limite dalle pareti domestiche che ha però le dimensioni virtuali del mondo intero cioè Noi che cosa facciamo leggiamo un giornale elettronico che scegliamo tra le migliaia di disponibili

00:51

in base ai nostri interessi alle nostre curiosità alle nostre esigenze di lavoro ai nostri Hobby e quindi espressione globalizzazione culturale si riferisce alla trasmissione di idee significati di valori in tutto il mondo in un modo tale da estendere e intensificare le relazioni sociali questo processo è caratterizzato dal consumo comune di culture che vengono diffuse da internet dai media di cultura popolare e ai viaggi internazionali La globalizzazione culturale implica la formazione di norme e conoscenze condivise con le quali le

01:41

persone associano le loro identità culturali individuali e collettive essa porta una crescente interconnessione tra diverse popolazioni e culture chiamiamola In altri termini ibridazione culturale oppure diffusionismo di oggetti culturali ma anche di idee di stili di religioni addirittura di tecnologie di Lingue e via e via discorrendo i gusti Si uniformano si pensi a McDonald e a Starbucks cioè compagnie americane con oltre 60.

02:28

000 di punti vendita operativi in tutto il mondo il Big Mac cioè il panino simbolo del McDonald's il grande Mac da panino è diventato un indice economico che misura informalmente la parità di potere d'acquisto tra le diverse valute mondiali Cioè se io compro un Big Mac in India Quanto lo pago se compro lo stesso Big Mac in Cina Quanto lo pago se lo negli Stati Uniti di quanto lo pago Ecco il Big Mac un bene comune planetario diventa un metro di paragone La globalizzazione ha espanso le opportunità culturali e recreative attraverso la diffusione della cultura

03:18

popolare in sigla La cultura Pop in particolare per mezzo di internet e delle televisioni satellitari si pensi alla Mus generi musicali come il Jets o il Reg erano musiche molto locali nate localmente ma in seguito grazie alla globalizzazione sono diventati fenomeni internazionali l'espressione world music una volta serviva per indicare la musica etnica specifica Ma la globalizzazione ha espanso la musica etnica Specifica e ha creato dei sottogeneri ibridi per esempio il World Fusion il Global Fusion l'etnico il World

04:17

beit la lotta per preservare le tradizioni musicali locali è diventata Allora una operazione specialistica per Elite ristrette per i della storia della musica ma chi esce vittorioso nello scambio culturale globalizzato un rapporto dell'Unesco del 2020 mostra che a dispetto del numero relativamente ridotto dei membri della loro popolazione rispetto a quella planetaria i paesi occidentali Specialmente il Regno Unito e gli Stati Uniti sono ancora i principali esportatori di beni culturali l'american izaz questione un

05:10

tempo associata all'alto prestigio politico ed economico degli Stati Uniti seppure in calo sta ancora colonizzando culturalmente il mondo le maggiori aziende americane come McDonald e coca-cola hanno svolto un ruolo cruciale nella diffusione della cultura americana delel mondo i programmi televisivi americani che vengono riproposti in decine e decine di nazioni diverse sono la matrice di un imperialismo culturale che è distruttivo delle identità culturali locali ma stiamo andando ancora oltre perché se fino a ieri abbiamo assistito

05:58

alla globalizzazione culturale come ad una trasfigurazione della diversità mondiale in una pandemia di culture consumistiche occidentalizzate pensiamo a Bollywood cioè il Come possiamo dire l'imitazione indiana di Hollywood rispetto per esempio al musical oggi si va verso una sorta di monocultura umana omologata e occidentalizzata ma almeno questa monocultura planetaria porterà ad una migliore comprensione reciproca delle genti ci porterà alla Pace Mondiale


mercoledì 11 febbraio 2026

Corso di politica internazionale: 9 Imperialismo antenato della globalizzazione

 https://youtu.be/x42fQ-Pm4_k


1. Le Radici: L'Era dell'Industria e dell'Imperialismo

La globalizzazione non è un fenomeno recente, ma affonda le radici nel XIX secolo.

  • Motori tecnologici: La macchina a vapore e le ferrovie abbattono i costi logistici.

  • Produzione: Nasce la produzione standardizzata grazie alle economie di scala.

  • Geopolitica: L'imperialismo britannico ed europeo modella i flussi commerciali verso Africa e Asia.

2. Il Dopoguerra e la Standardizzazione (1945 - 1973)

Dopo il secondo conflitto mondiale, la globalizzazione riceve una struttura istituzionale e tecnica.

  • Accordi di Bretton Woods: Creazione del framework monetario e finanziario internazionale per favorire la crescita e abbattere le barriere.

  • La Rivoluzione del Container (1956): Un momento di svolta logistica. La standardizzazione dei carichi permette di spostare merci in tutto il mondo con efficienza mai vista prima.

  • Internazionale vs Transnazionale: In questa fase le aziende commerciano all'estero, ma mantengono cuore e produzione all'interno dei confini nazionali.

3. L'Esplosione Globale (Anni '70 - 2007)

Il passaggio verso un'economia completamente globalizzata.

  • Crescita dei volumi: Tra il 1970 e il 2001, le esportazioni raddoppiano il loro peso sul PIL mondiale (dall'8,5% al 16,2%), in un contesto di PIL triplicato.

  • Mobilità umana: Il trasporto aereo low-cost e gli scambi culturali (Erasmus e simili) creano un'élite e una classe media cosmopolita.

  • Migrazioni economiche: Flussi unilaterali dai paesi in via di sviluppo verso quelli sviluppati, inizialmente percepiti come reciprocamente vantaggiosi.

  • Il 1989 e la fine della Guerra Fredda: Il crollo del blocco sovietico apre la strada al "libero mercato planetario" a guida statunitense e alla deregulation.

4. La Rivoluzione Informatica e la "Globalizzazione Immobile"

Dopo la crisi del 2007, il paradigma cambia ancora grazie alla digitalizzazione.

  • Economia della Conoscenza: Il valore si sposta dagli oggetti fisici ai dati. Nasce la distinzione tra "alfabetizzati" e "analfabeti" digitali.

  • Simultaneità: Come osserva Giancarlo Pallavicini, ciò che accade in un punto del globo si ripercuote ovunque in tempo reale.

  • Dematerializzazione: Emergono colossi che non vendono necessariamente beni fisici prodotti "in casa", ma gestiscono flussi di informazioni.

  • E-commerce ed E-finance: La possibilità di acquistare o investire globalmente senza spostarsi fisicamente. Giganti come Amazon, eBay e Alibaba diventano i nuovi pilastri del commercio.

Un concetto chiave: La Distruzione Creatrice

Il testo cita implicitamente Schumpeter attraverso il concetto di distruzione creatrice applicata all'informatica: le vecchie strutture economiche vengono abbattute per far posto a modelli nuovi, più rapidi e pervasivi, che i vecchi strumenti interpretativi faticano a comprendere.