
L'Architettura del Disordine: Evoluzione e Crisi del Multilateralismo Contemporaneo
Introduzione: Dalla Cooperazione alla Frammentazione
Il sistema di governance globale, nato dalle ceneri della Guerra Fredda e consolidatosi nel primo decennio del XXI secolo, attraversa oggi una fase di profonda ridefinizione. Se un tempo le sigle come G7, G20 e NATO rappresentavano i pilastri di un ordine liberale a guida occidentale (o un tentativo di integrazione delle economie emergenti), oggi riflettono la complessità di un mondo multipolare e, spesso, conflittuale.
1. Il G7 e il tramonto del G8: Il Ritorno al "Club dei Valori"
Il passaggio dal G7 al G8 e il successivo ritorno al formato a sette non è stato un semplice cambio numerico, ma il segnale della fine dell'illusione di un'integrazione russa nel sistema occidentale.
La fine del G8: Dopo l'annessione della Crimea nel 2014 e l'invasione dell'Ucraina nel 2022, il formato G8 è formalmente defunto.
Il ruolo attuale: Oggi il G7 (Canada, Francia, Germania, Giappone, Italia, Regno Unito, USA e Unione Europea) non è più solo un forum economico, ma un direttorio politico-strategico impegnato nella sicurezza energetica e nel contrasto alle autocrazie.
2. Dal G5 all'egemonia dei BRICS+
Il concetto di G5 (Brasile, Cina, India, Messico, Sudafrica), nato per dialogare con il G7, è stato superato dall'evoluzione dei BRICS. Nel 2026, non possiamo più limitarci a guardare ai cinque paesi citati come a un gruppo informale di supporto: l'espansione del blocco (che ora include attori come Iran, Etiopia, Egitto ed Emirati Arabi Uniti) ha trasformato questo coordinamento in una vera sfida sistemica al dollaro e alle istituzioni di Bretton Woods.
3. Il G21: La Nuova Frontiera del Multilateralismo
Una correzione fondamentale rispetto al passato riguarda la composizione del G20. Durante la presidenza indiana e le successive, il forum è ufficialmente diventato G21.
L'Unione Africana: Oltre all'Unione Europea, l'Unione Africana è ora un membro permanente. Questo riflette il peso demografico ed economico del continente nero.
Membri e Ospiti: Resta centrale il ruolo della Spagna come ospite permanente, ma l'efficacia del gruppo è oggi messa alla prova dalle divergenze interne tra il blocco occidentale e il "Sud Globale" guidato dalla Cina.
4. La NATO: Verso il Fianco Est e il Nord
L'evoluzione della NATO è l'aggiornamento più significativo degli ultimi tre anni. Rispetto ai 30 membri citati nel testo originale, l'Alleanza ha vissuto un'espansione storica in risposta al mutato quadro di sicurezza europeo.
Nuovi Membri: Nel 2023 la Finlandia e nel 2024 la Svezia sono diventate ufficialmente il 31° e 32° membro della NATO, ponendo fine a decenni di neutralità e trasformando il Mar Baltico in un "lago atlantico".
L'Articolo 5 nel XXI Secolo: L'Alleanza non si occupa più solo di difesa territoriale, ma ha esteso il suo raggio d'azione alla cyber-security e alla protezione delle infrastrutture sottomarine critiche.
Sintesi delle Appartenenze (Aggiornata al 2026)
| Organizzazione | Membri Chiave / Evoluzione | Focus Attuale |
| G7 | USA, JP, GER, UK, FR, IT, CAN + UE | Sicurezza globale, IA, Sanzioni |
| G21 | 19 Paesi + UE + Unione Africana | Clima, Debito sovrano, Finanza |
| NATO | 32 Membri (Inclusi Finlandia e Svezia) | Deterrenza verso Est, Difesa Artica |
| BRICS+ | Cina, India, Russia, Brasile + Nuovi Membri | De-dollarizzazione, Multipolarismo |
5. La Sfida del Coordinamento
In questo scenario, la distinzione tra "paesi avanzati" e "in via di sviluppo" appare sempre più sfocata e inadeguata a descrivere la realtà. Il potere è oggi frammentato in club tematici (i cosiddetti minilateralismi). Per chi si occupa di politica internazionale, la sfida non è più solo mappare chi siede a quale tavolo, ma capire quali tavoli hanno ancora il potere di produrre decisioni vincolanti in un'epoca di "policrisi".
"Le istituzioni internazionali non sono monumenti statici, ma organismi viventi che riflettono i rapporti di forza del loro tempo."
6. L'Unione Africana nel G21: Dal "Global South" alla Soggettività Strategica
L'inclusione dell'Unione Africana (UA) come membro permanente, trasformando di fatto il forum in G21, segna la fine dell'epoca in cui il continente era considerato esclusivamente come oggetto di politiche assistenziali o terreno di competizione per le risorse.
Rappresentanza di Blocco: L'UA porta al tavolo la voce di 55 Stati membri. Questo altera gli equilibri del G21, poiché il blocco africano tende a votare in modo compatto su temi quali la riforma dell'architettura finanziaria globale e la giustizia climatica.
La sfida della De-dollarizzazione: Con l'ingresso dell'UA, il G21 diventa il terreno di scontro principale tra il sistema basato sul dollaro e le spinte verso valute alternative sostenute dai BRICS+, di cui molti paesi africani (come Egitto ed Etiopia) fanno ormai parte.
Sicurezza Alimentare ed Energetica: L'Africa non è più solo un fornitore di materie prime critiche (litio, cobalto), ma un attore che condiziona le catene del valore europee e asiatiche. L'ingresso nel G21 permette di negoziare "alla pari" investimenti infrastrutturali che prima venivano imposti unilateralmente (ad esempio attraverso la Belt and Road Initiative cinese).
7. La Difesa Integrata NATO: Il Modello "Scudo Nord-Est"
L'ingresso di Finlandia e Svezia ha trasformato la NATO da un'alleanza di mutua assistenza a una struttura di difesa integrata profonda. Non parliamo più solo di interoperabilità, ma di una fusione strategica che ha cambiato la geografia del conflitto.
8. La Rivoluzione Geopolitica del Mar Baltico
Con l'integrazione svedese e finlandese, il Mar Baltico è diventato quello che gli analisti definiscono un "mare interno NATO". Questo ha conseguenze tattiche enormi:
Neutralizzazione di Kaliningrad: L'exclave russa è ora circondata. La capacità della Russia di proiettare forza navale è drasticamente ridotta dalla sorveglianza integrata svedese-finlandese.
Protezione del varco di Suwałki: La profondità strategica offerta dai nuovi membri permette alla NATO di difendere i paesi baltici (Estonia, Lettonia, Lituania) non più solo tramite un corridoio terrestre vulnerabile, ma attraverso linee di rifornimento marittime e aeree sicure.
9. Il Nuovo Concetto Strategico: Multi-Domain Operations (MDO)
La difesa integrata nel 2026 si basa su tre pilastri:
Sorveglianza Persistente: L'integrazione dei sensori finlandesi (specializzati in guerra artica e forestale) con i sistemi satellitari USA e i sottomarini stealth svedesi classe Blekinge.
Comando Unificato del Nord: La creazione di un comando congiunto per il Nord Europa che gestisce in tempo reale le minacce dall'Artico al Baltico.
Resilienza delle Infrastrutture Critiche: Dopo il sabotaggio del Nord Stream e dei cavi sottomarini, la NATO ha integrato la sorveglianza dei fondali marini come parte integrante dell'Articolo 5.
10. Il Rischio della Sovrapposizione
Mentre l'allargamento della NATO rafforza la sicurezza militare dell'Occidente, l'allargamento del G21 all'Unione Africana segnala una diluizione del potere occidentale in ambito economico. Ci troviamo di fronte a un mondo militarmente più compatto a Nord, ma economicamente più frammentato a Sud.
Il paradosso del 2026 è che per garantire la stabilità globale, la NATO deve imparare a parlare il linguaggio della difesa, mentre il G21 deve imparare a gestire una conflittualità politica che prima gli era estranea.