martedì 19 agosto 2025

I FURBETTI DELL'EQUOSOLIDALE

I FURBETTI DELL'EQUOSOLIDALE

 


 https://youtu.be/hpcPyzVJXCQ



cari amici Un saluto da Nat Russo parliamo di cibo quando si tratta di cibo noi italiani ci informiamo su ciò che Stiamo comprando leggiamo le etichette e riconosciamo il grado di genuinità di un prodotto siamo piuttosto attenti C'è chi preferisce il cibo stagionale oppure biologico e c'è chi va oltre scegliendo anche un cibo equo e solidale cosiddetto convinto che le nostre abitudini di consumo non debbano essere legate ad alcun tipo di sfruttamento ma è una cosa buona questa ma in realtà la formula eo e solidale
Che cos'è e i prodotti e sono davvero etici molti dei prodotti che consumiamo quotidianamente provengono dal cosiddetto Sud del mondo banane caffè cacao zucchero di canna farine di vario tipo e così via le aziende multinazionali hanno Compreso i vantaggi di rifornirsi da questi paesi sfruttando le risorse localmente disponibili la distribuzione stabilisce modalità di vendita prezzo produttore prezzo al consumo e ovviamente nella differenza sta il guadagno tra prezzo al produttore e prezzo al consumo nel sistema e
solidale una filiera più corta mette in contatto diretto Il produttore con le botteghe di vendita la differenza tra prezzo pagato alla produzione prezzo pagato al consumo è più contenuta Tuttavia i prodotti del sistema eo e solidale costano di più rispetto a quelli del supermercato perché si vuole creare sviluppo sociale nella nelle cooperative di produzione ora poiché il senso di colpa del consumatore ricco nei confronti di chi sta peggio grazie ad una martellante campagna pubblicitaria e sempre tenuta desto i prodotti Equi e solidali hanno
ottenuto un certo successo Tanto è vero che molte aziende vedi per esempio la Cop fiutando un potenziale business hanno creato delle linee di prodotti definite Equi e solidali il mondo della bontà ha alzato un grido di protesta e ha detto Eh no ci avevamo pensato noi e ha rilanciato per essere Equi e solidali sulle confezioni deve esserci il nostro marchio il marchio di certificazione Fire Trade e vedremo Che cos'è per oggi Un saluto









La griffe dell'equosolidale

La griffe dell'equosolidale

https://youtu.be/1ufioGDziX4

L'equo e solidale per essere riconosciuto tale deve avere il marchio Fair Trade come va questo marchio ma fino a un tempo poco tempo fa andava bene un giro d'affari di circa 6 miliardi di dollari un tasso di crescita sostenuto il 27% annuo oltre 1. 150.000 contadini dei paesi più poveri strappa alla miseria pensate alle piantagioni del Nicaragua e del Burkina Faso È qui che la rivoluzione dell'ec solidale prometteva di riequilibrare la bilancia del Commercio dalla parte dei contadini sottopagati Ma allora perché si sono
messi a litigare come i vecchi capitalisti di una volta questi dell'equo solidale fairtrade usa è USC da Fair Trade International che è come dire una grossa amputazione con un giro d'affari di due miliardi di dollari gli americani costituivano 1 terzo di quel mercato per l'organizzazione è un colpo che rischia di essere fatale Fair Trade usa adesso etichetta i prodotti Equi col proprio Marco il presidente Paul Rise non vuole più restare in un movimento piccolo e puro ma vuole il commercio eo per tutti la scissione americana è stata la prima
scossa del terremoto Infatti anche in Fair Trade International c'è Come dire Maretta da una parte uno dei due fondatori del Movimento Nico rozen spinge per l'apertura al mercato e il convol sempre maggiore delle multinazionali dall'altra il cofondatore Franz van der off sostiene che così facendo si tradisce il movimento se si dà l'etichetta di fairtrade anche alle grandi piantagioni che accettano di sottostare alle regole del fair Trade Si si costringono i padroni ad applicare le regole ai coltivatori delle grandi
piantagioni che sono i veri ultimi del mondo ma se si abbassa la soglia degli ingredienti necessari per eticare un prodotto equo dal 20 al 10% il meccanismo permette di far entrare nel mercato dei colossi veri e propri come Starbucks Green Mountain Walmart Coop e Conad Ovviamente se entrano loro le bottegucce delle Nazioni ricche dal sapore ipp Old Fashion hanno i giorni contati qualche poveretto da noi bene o male ci campava male ma ci campava qualche politico poi ci faceva persino una cresta elettorale sopra qualche
acquirente si illudeva persino di fare del bene mangiando più cioccolato e bevendo più caffè e adesso contraddizioni della bontà

MA COSA HAI MESSO NEL CAFFE' EQUOSOLIDALE?

 

MA COSA HAI MESSO NEL CAFFE' EQUOSOLIDALE?

https://youtu.be/LyJkiQYNyPA



bene Parliamo ancora di equ solidade Provate a navigare su www.fir trade.org punuk sito dell'organizzazione leader del commercio e e solidale scoprirete che un economia diversa Non è solo possibile ma già c'è la galleria fotografica del sito seconda solo alla National Geographic mostra un'africa un Asia un Sud America come non le avevate mai viste colori smaglianti piantagioni modello volti sorridenti cortili Lindi casette colorate signore ins Sari che raccolgono foglioline di tè come fossero orchidee e contadini
felici Chissà perché emigrano Allora uno si chiede e se l'è chiesto anche il Financial Times sapete il giornale Vangelo quando attaccava Berlusconi ma caduto in disgrazia dopo Le inchieste sull' solidale e ha scoperto che l'ottimo caffè etico che ormai si vende anche nelle grandi catene multinazionali redente come McDonald's o Starbucks sa un tantino di bruciato il reporter al wetman l'ha assaggiato in Perù principale fornitore del caffè Fair Trade e ha scoperto che primo i lavoratori impiegati delle associazioni che aderiscono alla
fondazione sono pagati al di sotto del minimo legale secondo caffè di origine ignota viene contrabbandato per certificato e venduto come tale terzo una parte del caffè e terzo una parte del caffè equo e solidale cresce in aree protette come le foreste pluviali alla faccia dell'ambiente direbbe uno le immagini satellitari purtroppo non mentono Ma come cavolo avviene Allora il processo di certificazione usato da Fair Trade Naturalmente nessun certificatore può garantire che sarà comprato il 100% D produzione di una cooperativa quindi
non è possibile assicurare che ogni confezione soddisferà gli standard nessuno infat pretende questo ma perché allora vantarsi eticamente e chiamare ciò che si vende politicamente corretto lo stile pubblicitario del merchandising ricalcano né più né meno quello di qualsiasi prodotto Brand zucchero cioccolato banane miele riso fiori cosmetici birra vino palloni da calcio bananone di plastica al modico prezzo di $10 l'una tutto va bene tutto fa brodo sotto il marchio Eco e solidale un numero crescente di acquirenti
occidentali si sciacqua la coscienza e non si sente troppo in colpa di essere un biego consumatore affamatori poveracci già sull'orlo della miseria persino certi governi fanno a gara nel favorire imprese tanto virtuose con sgravi fiscali e agevolazioni assortite Eh beh certo l'umiliazione non basta bisogna aprire anche il portafoglio i prodotti Equi sono per ricchi Costano più dei loro omologhi scorretti la vulgata militante risponde che sono più onerosi all'origine perché non nascono da uno sfruttamento Ma se
all'origine costano addirittura meno e sfruttano lo stesso compresa la buona fede di chi acquista Allora si chiama con un nome solo come ha fatto il Financial Time truffa ad esempio quattro delle cinque piccole imprese certificate Fair Trade visitati dall'inviato del Financial time in Perù pagano i lavoratori AG giorn 10 Soul che sono circa $3 solo una di loro arriva a 12 per un orario non stop dalle 6 del mattino alle 16:30 del pomeriggio da dove la tariffa minima è di 11,20 sol da quando tutti vogliono il caffè etico Il sistema è impazzito e per
soddisfare la domanda si fa passare per etico caffè qualsiasi comprato Chissà dove da chissà chi ma Come dicevano a Napoli ma canun e fesso eh





L'equosolidale è una nuova forma di colonialismo?


L'equosolidale è una nuova forma di colonialismo ?

https://youtu.be/HfNehPSxy6E



Cari amici Un saluto da Nat Russo Oggi voglio fare con voi una riflessione sul commercio ecosolidale perché qualcheduno Sta incominciando a considerarlo una nuova forma di colonialismo Sì sì avete capito proprio bene chi lo fa fa Questo ragionamento se produco 15 tonnellate all'anno di zucchero che costa 100 e lo vendo con un margine di 10 per ogni pellata guadagnerò al massimo 150 se converto una coltivazione di barbabietola in canna da zucchero per arrivare alla stessa quantità di zucchero Ci devono lavorare cinque volte
tanto persone Allora se guadagnavo diciamo €20.000 l'anno il mio reddito calerebbe a €4000 l'anno poiché lo dovrò dividere con altri quattro persone cioè piomberà guanti nella miseria più nera viceversa convertendo una piantagione di zucchero di canna in barbabietole il reddito Quint tuper Inoltre mentre lo zucchero di canna viene trasportato spessissimo in forma liquida e poi lavorato altrove lo zucchero di barbabietola necessita di lavorazione industriale occorrono ingegneri chimici meccanici elettronici eccetera e insomma il primo passo se si
vuole veramente lo sviluppo dei Paesi poveri cioè il passaggio da produzioni a basso reddito verso produzioni ad alto reddito comprando le cose che producono oggi vuol dire che si mantengono questi Popoli nella miseria Perché una produzione a basso reddito produce solo miseria per esempio il Comes non non va come se sarebbe il commercio equosolidale non va compra microchips o software in Brasile ma compra caffè nemmeno il commercio equo di dare così com'è non va compra micr chis o software in Brasile ma poi compra
caffè nemmeno torrefatto e canna da zucchero due delle produzioni a più basso tasso di reddito del mondo si otterrà che sempre più gente Sarà impegnata in un settore economico senza riscatto Perché i pochi soldi che si guadagnano con tale produzione vanno divisi in troppi soggetti inoltre il valore aggiunto è basso se per un prodotto molto raffinato sono necessari 10 o 15 passaggi il risultato è una catena di distribuzione di trasporti di servizi che non solo ne alza il prezzo ma ne alza il reddito per produrre un
microprocessore si produce più PIL e quindi si sfama più gente rispetto a produrre un sasso dipinto i paesi che commerciano cose più raffinate e lavorate vedono salire la propria bilancia commerciale È questa la produzione che sfama più gente in un in un negozio del commercio equo e solidale c'è merce volutamente pochissimo lavorata viene ostentata la mancanza completa di lavorazione industriale quasi fosse un pregio come se il prodotto più primitivo fosse quello che maggiormente rispetta e arricchisce queste popolazioni ma non è
assolutamente vero se comprassimo lo zucchero di canna in Sacchi dovremmo almeno pagare un tizio che lo mette dentro i sacchi magari prima o poi lo farà con una macchina e qualcuno la dovrà manutenere è così che si produce sviluppo invece no uno zucchero esportato in forma liquida perché è più semplice ficcarlo dentro una nave di Cisterna è una follia pura se si iniziasse a lavorare quello zucchero nascerebbero gli operai i cui figli potrebbero studiare e così si alimenterebbe la cultura secondo cui il alto grezzo è migliore perché aiuta di
più i contadini che lo coltivano bene questo concetto è errato comprare vestiti di lana grezza non fa che condannare una parte del pianeta già poco produttiva a vivacchiare su acquisti che sanno più di elemosina che di vero Commercio se il commercio equosolidale volesse lo sviluppo dovrebbe iniziare a scegliere produzioni più redditizie o almeno a chiedere prodotti sempre più raffinati Ati E semilavorati per formare le prime figure professionali a reddito più alto ma se ci si ostina a preferire la scelta ideologica il prodotto meno
lavorato cioè non si farà altro che rinforzare la gabbia di miseria nella quale questi paesi vivono il commercio equo e solidale in questo senso è complice di un mercato che produce solo poveri uno status quo che produce miseria In altre parole si tratta consapevolmente ma probabilmente non consapevolmente di una nuova forma di neocolonialismo a presto

LE BUONE AZIONI ALIMENTARI

LE BUONE AZIONI ALIMENTARI



https://youtu.be/ieCnK9oBFJ4

cari amici che come me amate il gusto oggi vorrei parlarvi delle mie personali considerazioni sulle buone azioni alimentari che ognuno di noi pensa di compiere ma cominciamo che dire che ci sono i mercatini della terra un marchio registrato Eh i famosi farmer Market allitaliana che sono una iniziativa promossa da slow food in cui alcuni produttori locali certificati vendono direttamente i loro prodotti ad acquirenti motivati e responsabili e naturalmente sono uno di questi e non faccio per vantarvi e passiamo ai grandi
Supermarket Italy il fiore all'occhiello di Farinetti una vera Manna per la qualità dei prodotti presentati spesso in essi si possono acquistare delle DOP che sono altrimenti introvabili per gli estimatori oculati e naturalmente sono uno di questi E poi ci sono i negozi del commercio equo e solidale che sono senz'altro da preferire per l'alto valore etico che è insito nell'atto di acquistare prodotti che possono fornire un giusto reddito a Popoli altrimenti sfruttati come non potrei scegliere questi prodotti ovviamente e poi ci sono i negozi di
prodotti biologici che sono da sostenere perché combattono attivamente per la difesa della Salute consumate sempre una buona quantità di prodotti biologici teneteci alla vostra salute naturalmente sono un fedelissimo di questi negozietti di prodotti biologici se la va sandir per dirla alla francese ma poi riflettendo su queste mie buone azioni ecologico alimentari quotidiane mi sono incominciato a rendere conto di tutta una serie di contraddizioni che essi comportano ma saranno veramente buone o la mia è solo la coda tarlata di un pavone
demagogo politicamente corretto mia donna mi diceva che la via dell'inferno è costeggiata di buone intenzioni tanto per cambiare la grande vecchia non ci Aveva torto La globalizzazione dell'Industria alimentare ha incrementato da Da un lato la concentrazione dell'import Export dei grandi produttori a scapito dei piccoli e dall'altro ha favorito l'aumento di pochi grandi punti vendita centralizzati a fronte di una miriadi di piccoli negozi diffusi ma ecologicamente parlando che cosa è meglio perché il concetto di food
Miles cioè i chilometri percorsi dal cibo e dà una risposta appar ente semplice e Chiara più un alimento ha viaggiato più energia ha consumato meno il cibo è ecologicamente sostenibile Purtroppo non è così banale perché la grande distribuzione trasporta in modo più efficienti le merci utilizzando pochi grandi autoveicoli al posto dei moltissimi piccoli veicoli usati dai bottegai ma non solo poiché se aggiungo a questo il chilometraggio percorso dal compratore e capisco subito che ecologicamente meglio acquistare in un
supermercato centralizzato che non in tanti negozi più piccoli se faccio 10 km in macchina per andare a comprare 5 kg di verdura in un Farmers Market genero più CO2 che non facendola arrivare direttamente dal Kenya questo è ovvio avevo l'idea che un cibo locale richiedesse meno energia di un cibo importato e purtroppo non è così perché dipende dalla dimensione dell'azienda quelle piccoli sono meno efficienti dal punto di vista energetico Paradossalmente importare via Nave carne D'Aniello di una grande fattoria neozelandese fa risparmiare più
energia che produrla in una piccola fattoria locale che riscalda gli ovili e usa mangii per almeno 6 mesi l'anno così se compro a febbraio pomodori i prodotti in Serre riscaldate e illuminati artificialmente sotto casa ho fatto consumare più energia di quelli coltivati in Sudafrica che sono arrivati magari in aereo 1 kg di pomodori di Serra e la paghi un certo numero di jaou di energia consumata e sono molti ma molti ma molti di più di quelli importati Anzi più di 10 volte di più nell'Unione Europea i consumi di frutta e verdura
fresca sono sotto il minimo suggerito dall'organizzazione Mondiale della sanità per una dieta sana solo italiani e Greci consumano a testa più di 400 g al giorno quelli prescritti sarà una coincidenza che siamo le nazioni peggio messe economicamente Ma la Gran Bretagna ha calcolato che per consumare i suoi 400 g al giorno consigliati dovrà importare dall'Africa 985.
000 milioni di tonnellate l'anno vale a dire un costo di 960.000 tonnellate di CO2 Ersa e dovrà Allora ridurle già oggi il sostentamento di almeno 1 milione di africani Dipende dalle sue importazioni di frutta fresca Se smette gli arriveranno direttamente gli ex contadini come immigrati Ma allora come se ne esce non se ne esce perché siamo condizionati da complesse strategie di marketing come spiegare altrimenti che gli stessi promotori del Kilometro Zer si danno un gran da fare per sostenere Le dop e i presidi e e teoricamente il lardo di colonnata e la cipolla di
Tropea Posso mangiarlo solo a Colonnata o ATT Tropea Ma perché allora mi devo compiacere dell'esportazione di vino italiano negli Stati Uniti o delle mele trentini a Londra ma allora il think Global it Global pensa globale mangia globale e perché il Kilometro 0 deve valere solo per il cibo e non per gli altri prodotti gli auto i telefonini vestiti e nessuno si sogno di consigliarvi di comprare un nauta a k 0 Ma perché Allora per il cibo questo succede Non ho soluzioni ma una cosa Voglio dirla lo stesso vogliatevi bene E
comprate cibo di buona qualità e ad un prezzo ragionevole in mancanza di altre informazioni sicure privilegiate il giusto rapporto qualità prezzo le contraddizioni non si subiranno ma almeno sarete più soddisfatti oggi fianco a fianco in un bancone ho trovato fagiolini A km 0 e fagiolini Equi e solidali del Burkina Faso Con quale acquisto avrei potuto salvare il mondo Mi sono voluto bene non ne ha comprati nessuno dei due perché erano troppo cari Chissà perché me ne sono andato Soddisfatto delle mie due cattive azioni
commesse Boh mistero