mercoledì 4 febbraio 2026

Corso di politica internazionale: 3 I CONFLITTI NEL MONDO

https://youtu.be/-lxhs4kK88c

La riflessione che proponiamo delinea un panorama geopolitico frammentato e pericoloso, che segna il passaggio definitivo dalla "guerra fredda" o dalle guerre tra Stati sovrani a una anarchia conflittuale globale.

Il dato iniziale è impressionante: un aumento della violenza politica del 27% e il coinvolgimento di quasi 2 miliardi di persone. Questo ci dice che la guerra non è più un'eccezione localizzata, ma una condizione strutturale di gran parte del pianeta.

Ecco un'analisi approfondita dei punti chiave sollevati:

1. La Privatizzazione della Guerra

Uno degli aspetti più inquietanti citati è la proliferazione di attori non statali: milizie irregolari, mercenari (come il Gruppo Wagner), cartelli della droga e organizzazioni criminali.

  • L'Impunità: Questi gruppi operano spesso fuori dalle Convenzioni di Ginevra. Non rispondendo a un governo legittimo, rendono i crimini di guerra difficili da perseguire.

  • Il Profitto: La guerra è diventata un modello di business. In Messico, Colombia o nel Sahel, il conflitto non serve a vincere una battaglia politica, ma a controllare rotte commerciali, miniere o mercati illegali.

2. L'Effetto Domino dell'Ucraina

L'Ucraina non è solo un conflitto regionale, ma un catalizzatore globale:

  • Insicurezza Alimentare ed Energetica: Ha destabilizzato l'Africa (Sahel) e il Medio Oriente, regioni dipendenti dal grano ucraino e russo, creando il terreno fertile per nuove rivolte.

  • Vuoto di Potere: Poiché la Russia è concentrata sul fronte ucraino, ha perso il ruolo di "poliziotto" nel Caucaso (Nagorno-Karabakh) e in Asia Centrale, permettendo l'esplosione di vecchi rancori e l'avanzata di nuove influenze (Turchia e Cina).

3. La Crisi dei Modelli di Governo

Dall'Iran al Myanmar, passando per il Sudan, emerge un filo comune: la lotta tra autocrazia e aspirazioni democratiche.

  • In Iran, la rivolta per Mahsa Amini dimostra che i conflitti non sono solo territoriali, ma culturali e d'identità.

  • In Myanmar e Sudan, il fallimento delle transizioni democratiche mostra quanto sia difficile smantellare il potere militare una volta che si è radicato profondamente nell'economia del paese.

4. Il Fallimento della Diplomazia Internazionale

La riflessione evidenzia come le strutture create per mantenere la pace (ONU in primis) siano in una fase di stallo.

  • Elezioni fittizie o rinviate: In Somalia, Nigeria e Congo, il processo democratico è minato dalla violenza. Quando il voto non è più percepito come uno strumento di cambiamento, la popolazione e le fazioni ricorrono alle armi.

  • Interventi esterni inefficaci: Il fallimento delle truppe francesi nel Sahel e le difficoltà delle missioni ONU dimostrano che la sicurezza non può essere "esportata" senza una stabilità politica interna reale.

Sintesi della Situazione Globale

RegioneDinamica PrincipaleAttori Chiave
EuropaGuerra di logoramento e sovranitàRussia, Ucraina, NATO
Medio OrienteTensioni etniche e religioseCurdi, Turchia, Iran, Yemen
AfricaJihadismo e controllo risorseStato Islamico, Wagner, Milizie locali
America LatinaFrammentazione criminaleCartelli, Bande di Haiti, Guerriglia
AsiaResistenza alle dittatureGiunta Myanmar, Dissidenti locali

Riflessione Finale: La "pace" non è più semplicemente l'assenza di guerra tra due eserciti, ma la capacità di gestire una complessa rete di micro-conflitti interconnessi. La sfida del futuro non sarà solo firmare trattati, ma ricostruire il tessuto sociale e l'autorità legale in zone dove la violenza è diventata l'unica moneta di scambio.