mercoledì 3 dicembre 2025

Corso di politica nazionale: 4 ELEZIONE DIRETTA DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DELLA REPUBBLICA ITALIANA

ELEZIONE DIRETTA DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DELLA REPUBBLICA ITALIANA

https://youtu.be/Jm26scXDsy0 

Elezione diretta del Presidente: la riforma necessaria per una democrazia compiuta

La rielezione di Mattarella e il deficit democratico italiano

La rielezione di Sergio Mattarella alla Presidenza della Repubblica per un secondo mandato ha riacceso il dibattito sulla natura e la legittimazione democratica della più alta carica dello Stato italiano. L'interrogativo che emerge con forza è: chi rappresenta realmente il Presidente della Repubblica nel sistema costituzionale vigente?

Il nodo della legittimazione indiretta

L'attuale meccanismo di elezione presidenziale affida la scelta a un collegio ristretto di grandi elettori - parlamentari e delegati regionali - producendo una legittimazione indiretta che esclude strutturalmente i cittadini dal processo decisionale. Questa modalità di designazione trasforma frequentemente l'elezione del Capo dello Stato in un compromesso negoziale tra forze politiche frammentate, unite non da una visione condivisa del Paese ma dalla necessità di preservare equilibri consociativi e spartizioni di potere.

Il risultato è un Presidente espressione più degli accordi di palazzo che della volontà popolare, con evidenti implicazioni sulla tenuta democratica del sistema.

La proposta: transizione verso la Repubblica Presidenziale

Di fronte a questa criticità sistemica, emerge la necessità di una riforma costituzionale radicale che introduca l'elezione diretta del Presidente della Repubblica attraverso suffragio universale, con mandato quinquennale coincidente con la legislatura parlamentare.

Tre pilastri per il rinnovamento democratico

1. Restituzione della sovranità popolare

L'elezione diretta del Capo dello Stato realizzerebbe compiutamente il principio costituzionale secondo cui la sovranità appartiene al popolo. I cittadini acquisirebbero il potere di scegliere direttamente chi incarna l'unità nazionale e garantisce il funzionamento delle istituzioni, superando l'attuale mediazione oligarchica dei partiti.

2. Stabilità governativa e superamento della frammentazione

L'instabilità cronica dell'esecutivo italiano deriva dalla debolezza strutturale di governi continuamente sottoposti ai ricatti e ai veti incrociati di formazioni politiche orientate al proprio tornaconto immediato piuttosto che all'interesse generale. Un Presidente eletto direttamente, dotato di maggiore autorevolezza e legittimazione, potrebbe garantire quella stabilità decisionale che il sistema parlamentare puro ha dimostrato di non saper assicurare.

3. Allineamento agli standard democratici contemporanei

L'adozione del modello presidenziale collocherebbe l'Italia nel contesto delle democrazie compiute del XXI secolo, dove il rapporto diretto tra corpo elettorale e vertice delle istituzioni costituisce ormai lo standard di funzionamento dei sistemi rappresentativi avanzati.

Una riforma per il futuro della democrazia italiana

La transizione verso una Repubblica Presidenziale non rappresenta semplicemente un aggiustamento tecnico dell'architettura costituzionale, ma una risposta necessaria al progressivo logoramento della fiducia dei cittadini nelle istituzioni e nella capacità della politica di fornire risposte efficaci alle sfide del presente.

L'elezione diretta del Presidente della Repubblica costituirebbe il perno di un più ampio processo di rigenerazione democratica, restituendo centralità alla volontà popolare e creando le condizioni per governi più stabili, autorevoli e responsabili direttamente verso gli elettori.

Il dibattito su questa riforma costituzionale non può più essere rinviato: la democrazia italiana ha bisogno di un salto di qualità che solo un ripensamento coraggioso dell'assetto istituzionale può garantire.

**Keywords**: elezione diretta Presidente Repubblica, riforma costituzionale, Repubblica Presidenziale, democrazia italiana, legittimazione democratica, stabilità governativa, sovranità popolare