mercoledì 10 dicembre 2025

Corso di politica nazionale: 10 RIPENSARE LA TASSAZIONE

RIPENSARE LA TASSAZIONE

Pressione Fiscale 2026
Tra Numeri Ufficiali e Realtà Effettiva del Ceto Medio

In un’economia globale sempre più competitiva, l’Italia continua a detenere un primato difficilmente invidiabile: quello del carico fiscale. Se i dati ufficiali di fine 2025 fotografano una pressione fiscale che oscilla intorno al 42,6% - 42,8% del PIL, le analisi più approfondite degli osservatori indipendenti rivelano una "pressione reale" (calcolata al netto dell'economia sommersa e includendo il drenaggio fiscale) che supera stabilmente la soglia psicologica del 48%, con punte che per il contribuente onesto sfiorano livelli record.

L'entrata in vigore della Legge di Bilancio 2026 segna un punto di svolta tecnico, introducendo misure che mirano a dare respiro al ceto medio, ma che aprono nuovi interrogativi sulla sostenibilità e sull'equità del prelievo.

La Riforma IRPEF 2026: Nuove Aliquote e Scaglioni

Il governo ha reso strutturale la semplificazione del sistema, riducendo le aliquote da quattro a tre e intervenendo pesantemente sulla fascia centrale del reddito. Dal 1° gennaio 2026, la tassazione sulle persone fisiche si articola secondo questo schema:

Reddito Lordo AnnuoAliquota 2025Aliquota 2026Variazione
Fino a 28.000 €23%23%Invariata
Da 28.001 € a 50.000 €35%33%-2%
Oltre 50.000 €43%43%Invariata

Nota per gli specialisti: Il beneficio massimo derivante dal taglio al 33% è di 440 euro annui. Tuttavia, per i redditi superiori a 200.000 euro, tale vantaggio viene "sterilizzato" attraverso un ricalcolo delle detrazioni fiscali (escluse le spese sanitarie), annullando di fatto il risparmio.

La Concentrazione del Gettito: Un Sistema su Pochi Pilastri

Nonostante il nostro sistema conti oltre cento voci tra addizionali, imposte e tributi minori, la spina dorsale delle entrate erariali resta estremamente concentrata. Le prime dieci imposte garantiscono circa l'87,5% del gettito totale.

  • IRPEF: Si conferma la regina delle entrate, con un gettito che nel 2025 ha sfiorato i 171 miliardi di euro, nonostante il taglio del cuneo fiscale.

  • IVA: Grazie alla ripresa dei consumi e all'inflazione, ha generato oltre 127 miliardi di euro.

  • Imposte Societarie: L'IRES e l'IRAP continuano a gravare sui bilanci aziendali per circa 65 miliardi di euro complessivi, sebbene l'IRAP sia oggetto di un lento processo di superamento.

Tra le voci più discusse rimane l'IMU, l'imposta più odiata dai contribuenti, che continua a drenare circa 22 miliardi di euro l'anno da seconde case e immobili strumentali.

Il "Paradosso dei Bugiardi" e il Peso sul Ceto Medio

I dati dichiarati continuano a mostrare un'anomalia statistica profonda. Con un reddito medio pro capite che si attesta ufficialmente sui 21.000 euro, l'Italia appare come un Paese di contribuenti "poveri" o, più verosimilmente, parzialmente invisibili al fisco.

La realtà è che il peso del funzionamento dello Stato grava quasi interamente su una sottile fascia di popolazione:

  1. Solo l'11% dei contribuenti dichiara più di 35.000 euro.

  2. La maggioranza assoluta del gettito è versata dal ceto medio (redditi tra 20.000 e 55.000 euro).

  3. Quasi il 25% dei cittadini dichiara meno di 7.500 euro, rientrando nella no-tax area.

Questo squilibrio trasforma impiegati, operai specializzati e quadri nel vero "bancomat" del Paese, escludendo paradossalmente sia le fasce più deboli (per incapienza) sia, spesso, le grandi ricchezze che beneficiano di regimi sostitutivi o elusione legale.

Nuove Misure e Agevolazioni: Cosa Cambia nel 2026

Oltre alle aliquote IRPEF, la Manovra 2026 introduce correttivi mirati:

  • Flat Tax al 5% sui rinnovi contrattuali: Applicabile agli aumenti previsti dai CCNL per redditi fino a 33.000 euro.

  • Premi di produttività: L'imposta sostitutiva scende all'1% per importi fino a 5.000 euro.

  • Bonus Mamme: Potenziato con un contributo che sale a 60 euro mensili per chi ha un ISEE entro i 40.000 euro.

  • Tobin Tax: Raddoppio delle aliquote sulle transazioni finanziarie speculative a partire da quest'anno.

Conclusioni: La Sfida della Pressione Reale

Sebbene il passaggio al 33% per lo scaglione intermedio sia un segnale positivo, la pressione fiscale reale rimane un freno alla crescita. Per un pubblico di specialisti, il dato da monitorare non è solo l'aliquota nominale, ma il tasso di prelievo effettivo sulle imprese e sul lavoro dipendente, che resta tra i più alti dell'area OCSE. La scommessa del 2026 sarà verificare se queste riduzioni riusciranno a stimolare i consumi interni o se verranno assorbite dall'aumento del costo della vita e dei servizi locali.

https://youtu.be/N6nXZEVPWCw