domenica 14 dicembre 2025

Corso di politica nazionale: 14 LA PERCEZIONE DELL'EGUAGLIANZA E DISEGUAGLIANZA SOCIALE

L’Eguaglianza tra Percezione e Statistica

Un’Analisi Critica della Ricchezza in Italia

Il dibattito sulla diseguaglianza sociale in Italia oscilla spesso tra la percezione di una crisi sistemica e l’evidenza dei dati macroeconomici. Mentre la retorica pubblica denuncia una concentrazione della ricchezza ritenuta insostenibile, un’analisi più raffinata rivela che la distribuzione patrimoniale nel nostro Paese presenta dinamiche più virtuose rispetto a molte democrazie occidentali, spesso citate come modelli di equità.

I Numeri della Ricchezza Netta: Una Questione Anagrafica

Secondo i dati della Banca d’Italia, la distribuzione della ricchezza nel sistema Italia non risponde a una logica di esclusione, bensì a una progressione naturale legata all’esperienza lavorativa e all’età dei contribuenti.

Analizzando il valore mediano della ricchezza netta, si osserva un trend incrementale significativo:

  • Under 34: circa 37.000 €

  • 35-44 anni: 131.000 €

  • 45-54 anni: 175.000 €

  • 55-64 anni: picco massimo di 212.000 €

  • Oltre i 64 anni: 155.000 €

Questi dati suggeriscono che quella che appare come diseguaglianza è, in larga parte, una progressione di introiti legata al ciclo di vita. Il calo dopo i 64 anni è fisiologico, legato al consumo della ricchezza accumulata durante la fase di quiescenza o ai passaggi generazionali.

Il Paradosso di "Rawlslandia" e la Concentrazione del 10%

Uno dei punti più dibattuti è il dato secondo cui il 10% delle famiglie italiane detiene il 45% della ricchezza. Sebbene la cifra possa apparire allarmante, l’economia teorica offre strumenti per contestualizzarla.

Prendendo a prestito il concetto di "Rawlslandia" (ispirato a John Rawls e al suo saggio Una teoria della giustizia), si può immaginare una società ideale dove tutti i cittadini ricevono lo stesso stipendio e consumano gli stessi beni, con l'unica variabile data dagli scatti di anzianità. In tale società, perfettamente egualitaria sul piano delle opportunità e dei compensi base, il 10% della popolazione controllerebbe comunque il 40% della ricchezza per puri motivi anagrafici. La distanza tra il 35-40% di una società "ideale" e il 45% reale dell'Italia è, dunque, meno marcata di quanto la cronaca suggerisca.

Ottimo Paretiano vs. Maximim di Rawls: Il Caso Cina

Nel valutare il benessere sociale, la dottrina economica si divide tra due criteri fondamentali:

  1. Ottimo Paretiano: si ha un miglioramento sociale se almeno un individuo ottiene un beneficio senza che nessuno peggiori la propria condizione, a prescindere dall'aumento della diseguaglianza.

  2. Criterio del Maximim (Rawls): il benessere collettivo aumenta solo se migliora la condizione del soggetto più svantaggiato.

Il caso della Cina post-maoista è l'esempio più eclatante di questa tensione. Sotto il regime di Mao, la società era caratterizzata da una povertà estrema ma uniforme: quasi l'intera popolazione viveva con meno di un dollaro al giorno. Oggi, sebbene la diseguaglianza sia esplosa con la creazione di 150 milioni di milionari, il reddito medio è salito a 23 dollari al giorno.

È preferibile un'uguaglianza nella miseria o una prosperità asimmetrica? L'evidenza suggerisce che la globalizzazione tenda verso l'ottimo paretiano, incrementando il reddito complessivo pur non garantendo l'uguaglianza assoluta.

Conclusioni: L'Insidia del Livellamento verso il Basso

Un aumento dell'eguaglianza (misurato ad esempio dal calo dell'indice di Gini) non è necessariamente un segnale positivo se derivante da un livellamento degli stipendi verso il basso. Se i redditi medio-alti crollano più velocemente di quelli bassi, la diseguaglianza diminuisce, ma il benessere complessivo del Paese ne esce devastato.

In sintesi, l'obiettivo delle politiche economiche non dovrebbe essere la ricerca ossessiva di una parità statistica, ma la creazione di condizioni che permettano una progressione di reddito costante e dignitosa per tutte le fasce d'età, accettando che la ricchezza, come l'esperienza, richieda tempo per accumularsi.

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